Superbike: svelate le modifiche alla prima variante di Monza

20 marzo 2010 

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Cambia la prima variante di Monza
Nella conferenza stampa di ieri della stagione 2010 del Campionato Italiano Velocità, avvenuta nella sala stampa dell’Autodromo di Monza, sono stati annunciati i dati relativi alla modifica della prima variante dello stesso. Introdotta dal 2000 in occasione del GP d’Italia di Formula 1, è sempre risultata poco sicura per le due ruote e negli anni ha portato a diversi incidenti anche gravi, l’ultimo in ordine di tempo quello occorso in gara 1 del round del mondiale Superbike lo scorso anno che ha portato, tra l’altro, all’infortunio grave di Max Neukirchner, allora in sella alla Suzuki del team Alstare.

Tutto questo ha portato allo studio di una nuova configurazione che potesse rendere la Prima Variante meno pericolosa, e così si è provveduto ad “addolcirla”, allargando il nastro d’asfalto e rendendola meno spigolosa. Il risultato è una modificazione della velocità di percorrenza della stessa, che sarà tra i 100-105 km/h per la prima parte a destra e di 83/88 km/h per l’uscita con piega a sinistra. Verrà inoltre allungato il cordolo, arretrando le recinzioni, e grazie a questo lavoro di restyling il tracciato diverrà più corto di 17m, passando da 5793m a 5576m.

La nuova variante diverrà attiva dal 23 aprile prossimo, e per quel giorno e nel successivo sarà possibile effettuare delle prove libere. Il costo totale dell’operazione, secondo le parole del direttore del circuito Enrico Ferrari, si aggirerebbe sui 200 mila euro.

Le immagini della rinnovata prima variante di Monza

Valerio Piccini

Superbike: Leon Haslam vuole il titolo mondiale

19 marzo 2010 

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Leon Haslam sicuro di poter lottare per il campionato
Dopo una stagione 2009 nel mondiale Superbike in sella alla Honda del team Stiggy, nella quale ha dimostrato al mondo intero (se qualcuno aveva ancora dei dubbi sul suo conto) tutto il talento di cui dispone, Leon Haslam ha cominciato nel migliore dei modi il 2010 con il team Suzuki Alstare, ottenendo nel round inaugurale di Phillip Island la prima vittoria nella competizione e un secondo posto nella seconda manche. Ora “Pocket Rocket” si appresta ad affrontare il weekend di Portimao, in programma dal 26 al 28 marzo prossimi, da leader della classifica e, nonostante sia ancora presto per poter fare dei bilanci definitivi, ritiene ovviamente alla sua portata l’obiettivo del titolo finale.

Intervistato nel corso di una teleconferenza organizzata dai gestori del tracciato statunitense di Miller Motorsport Park infatti, Haslam afferma che “Ogni pilota lo desidera e pensa di poterne essere all’altezza. Dalla mia parte ho la prima vittoria e la prima Superpole e il feeling e la fiducia sono molto alti. Su ogni tracciato nel quale abbiamo effettuato dei test abbiamo dimostrato di essere veloci, così come abbiamo dato la prova di poter vincere alla prima gara disponibile. Quindi non c’è ragion per cui non possiamo vincere il campionato e penso che abbiamo una buona possibilità di farcela. Sappiamo che sarà dura, ma se fosse facile lo vincerebbe chiunque! Mi sento quindi molto positivo riguardo al campionato, nonostante ora ci stiamo concentrando su una gara per volta”.

Leon Haslam è solo uno dei tanti, per la precisione sette, piloti britannici che prendono parte a questa stagione del mondiale Superbike. Alla domanda se sente la rivalità con gli altri connazionali risponde che “Ovviamente c’è. La prima cosa che un pilota vuole fare è vincere, ed è ciò che ognuno desidera. Ma nella lista di cose da compiere c’è anche quella di prevalere sul compagno di squadra, di essere il primo tra i piloti che corrono per la stessa casa produttrice e di essere il migliore tra i piloti provenienti dal tuo paese. E con sette piloti e tutti su moto ufficiali, è una missione di alto livello. Siamo quasi tutti attorno ai 25 anni, ed è chiaro che c’è rivalità. E se capita che loro vadano più veloce di te, proverai a mettere in campo quel pizzico in più per primeggiare sugli altri britannici”.

Nonostante la sua ancora giovane età (compirà 27 anni il prossimo 31 Maggio, proprio nella giornata di gara del round di Miller Motorsport Park), la carriera di Leon Haslam si può già considerare molto lunga e costellata di importanti esperienze, che paradossalmente l’hanno portato quest’anno, per la prima volta, a competere all’interno di un team ufficiale. Nonostante ciò, afferma di non aver perso neanche un briciolo della passione per le corse. La stessa che lo accomuna al padre Ron, grazie al quale è potuto crescere nel paddock e respirare aria di corse sin da bambino, ed è interessante quindi ciò che ha da dire rispetto al rapporto con un genitore di così grande “peso”.

“Sono passato da che lui non era molto interessato al fatto che io corressi al punto in cui ha realizzato che lo stavo facendo per me stesso, e da lì si è messo dietro di me. Questo ha coinciso col momento in cui son passato alle gare su asfalto. E dall’età di quattordici fino ai diciannove anni mi ha aiutato al 110%. Ma abbiamo avuto sempre un bel po’ di contrasti, poiché mio padre è il mio più grande critico. Non è come tutti gli altri genitori che elogiano i figli ogni giorno: se vinco una gara la prima cosa che mi dice è che, non sono stato abbastanza bravo lì o che ci sono ancora punti da migliorare. E in quel periodo avevo come la sensazione che fosse geloso o che ce l’avesse con me, e così abbiamo avuto molti litigi. Tutto questo, nonostante mi sia stato di grande aiuto”.

“Negli anni successivi, una volta che crebbi davvero, realizzai che tutto ciò che pensavo di negativo era sbagliato, e che in realtà tentava solamente di aiutarmi. Dai 19-20 anni d’età in poi, abbiamo avuto un rapporto fantastico. E le sue critiche in realtà non lo sono per davvero, lui cerca solo di farmi migliorare come pilota. E la prima cosa che facciamo quando torno nel Regno Unito è di fare del trial assieme, o girare con le mini moto in inverno all’interno di un capannone che abbiamo a casa. E così com’è è fantastico, e non lo cambierei per nulla al mondo”.

Valerio Piccini

Superbike: Tamada sostituisce Resch a Portimao?

19 marzo 2010 

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Tamada lo scorso anno con la Kawasaki ufficiale
Il giapponese Makoto Tamada sostituirà l’austriaco Roland Resch, infortunatosi a Phillip Island, in sella alla BMW S1000RR del team satellite Reitwagen. Ad annunciare il tutto è il sito olandese Racesport.nl, e con questa mossa da parte della squadra austriaca restano interrogativi sulla partecipazione alla stagione 2010 del team Pro Ride Honda, che aveva ingaggiato proprio Tamada come suo unico pilota.

Per l’ex vincitore di due gare in MotoGP Portimao dovrebbe quindi rappresentare il proprio debutto stagionale, proprio sul circuito dove concluse la propria esperienza con Kawasaki Superbike lo scorso anno.

Oltre a Tamada, un pilota che era stato accreditato come sostituto di Roland Resch era l’olandese Barry Veneman il quale, dopo i test effettuati con il team BMW Motorrad Motorsport a Valencia, ha deciso di proseguire la sua avventura in IDM (con BMW Alpha Technik/Van Zon) ed aspettare il prossimo anno per un eventuale salto in World Superbike.

Superbike: il mondiale SBK sbarca su Facebook

19 marzo 2010 

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La Superbike anche su Facebook
Al passo con i tempi, il Superbike World Championship debutta sul più popolare tra i social network, Facebook, con una pagina ufficiale.

Sono già oltre 3.000 i fans iscritti alla pagina “SBK Superbike World Championship”, dove si può curiosare sulle ultime novità del campionato e parlare in real time con gli altri appassionati del campionato.

Per chi è già iscritto a Facebook, basta collegarsi su facebook.com/sbkofficial ed entrare nella community del WSBK.

Superbike: Chris Vermeulen non vuole mancare a Portimao

18 marzo 2010 

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Chris Vermeulen conta di esserci a Portimao
Buone notizie per Chris Vermeulen e il team PBM Kawasaki: l’australiano non dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico al ginocchio, dopo il brutto e spettacolare incidente occorso all’ottavo giro di gara 2 nel round inaugurale di Phillip Island, quando il #7 è andato a sbattere ad altissima velocità contro le barriere della Lukey Heights. L’ex pilota MotoGP ha preferito non sottoporsi ad alcun tipo di operazione per poter provare a correre nel round di Portimao, in programma dal 26 al 28 marzo prossimi.

“La ragione principale per cui non ha voluto operarmi è perché non ridurrebbe il tempo di guarigione”, dichiara Chris Vermeulen, “e in questo momento è meglio evitarla. Non riesco a piegare abbastanza il ginocchio per mettere il piede sulla pedana, ma manca ancora un po’ all weekend di gara, quindi c’è la possibilità che possa farcela per Portimao. Tra poco potrò ricominciare ad andare in bici, e questo permetterà una migliore circolazione del sangue con conseguente velocizzazione della guarigione.

Sarò di nuovo in europa il prossimo mercoledì e ho già annunciato al medico che voglio correre. Sto facendo fisioterapia ed agopuntura a giorni alterni e sto dando il massimo per ottenere una mobilità sufficiente dell’articolazione. Sta migliorando giorno dopo giorno, dormo con il ginocchio sollevato ogni notte e faccio trattamenti per ridurre il gonfiore prima di andare a letto.

Lo specialista mi ha detto che il correre non procurerà nessun danno ulteriore ma è un po’ dubbioso sul fatto che io riesca ad assumere la posizione giusta per poter guidare e compiere i movimenti corretti. Ma ognuno ha i suoi tempi di guarigione e spero i miei siano brevi. Spero tanto di poter correre a Portimao”.

Superbike: Troy Corser pensa al titolo con BMW

18 marzo 2010 

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Troy Corser impenna con la sua BMW S1000RR
Pochi piloti sono capaci di conoscere i segreti di una moto e di guidare lo sviluppo di un mezzo, portandolo fino ad i più alti livelli di competitività. Uno di questi è sicuramente Troy Corser: trentotto anni, australiano, campione mondiale Superbike nel 1996 con Ducati e nel 2005 con Suzuki, 33 vittorie all’attivo ed un record di 42 pole position ottenute in carriera.

Il “Corsaro” sta attualmente affrontando la seconda stagione con il team BMW Motorrad Motorsport e guidando lo sviluppo della S1000RR Superbike, con l’obiettivo di portare la compagine bavarese al primo titolo e di ottenere il terzo iride prima del ritiro dalle corse. Intervistato dal sito americano Road Racer X nell’abituale appuntamento del martedì denominato “Tuesday Conversation”, Corser espone i traguardi prefissati per il 2010:

“Per quanto riguarda l’inizio, davvero, è importante migliorare su ogni tracciato che affronteremo rispetto a ciò che abbiamo ottenuto l’anno precedente. Se riusciremo a fare ciò, i risultati e i piazzamenti in gara arriveranno. Spero di poter vincere un po’ di gare ed ottenere il titolo. Questo è il traguardo che mi pongo quest’anno, so che è ambizioso, ma penso che questo può permettermi di spingere ancora più forte”.

Come già anticipato, Corser è incredibilmente attento e preparato per quanto concerne la messa a punto della moto e si dimostra molto positivo verso il potenziale della quattro cilindri bavarese, nonostante dichiari la presenza di aspetti della stessa ancora da migliorare.

“Penso che la performance del motore è sicuramente il punto forte della S1000RR. La potenza è davvero buona, ma stiamo ancora lavorando sull’aderenza massima in piega, focalizzandoci sulla forcella anteriore e sul telaio”.

Nonostante l’impegno preso dal motorsport verso una riduzione generale dei costi, con conseguente limitazione dello sviluppo dei mezzi che scenderanno in pista, Troy Corser non vede di buon occhio le restrizioni possibili, se applicate al mondiale Superbike:

“Beh, la Superbike non dovrebbe mai fermarsi alle specifiche della produzione dalla serie. Credo che questo andrebbe contro alla concezione stessa dello sviluppo della moto, altrimenti si potrebbe benissimo comprare una moto  e competere. Penso sia un’ottima cosa la Superbike, perché produce continuamente sviluppo, cosicché anche la produzione ne può beneficiare. Se guardi le moto in vendita oggi, probabilmente sono a livello delle Superbike di cinque anni fa. In questo risiede l’importanza di queste ultime, per poter mantenere un percorso di sviluppo connesso alla produzione di serie, laddove i prototipi non hanno nessun tipo di influenza”.

Valerio Piccini

Superbike: Shane Byrne carico in vista di Portimao

18 marzo 2010 

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Shane Byrne con la Ducati Althea
E’ stato uno dei protagonisti del pre-stagione, e fino alla prima sessione di qualifica del round inaugurale di Phillip Island viaggiava costantemente nella parte alta della classifica: tutto lasciava quindi propendere verso il meglio. Ed invece a causa di due cadute, una proprio nel turno prima citato e l’altra nel warm-up, Shane Byrne non è riuscito a portare la sua 1198 F10, portata in pista dal team Ducati Althea, a risultato in gara. “Shakey”, acciaccato e demoralizzato a causa degli incidenti occorsi, è riuscito a rimediare soltanto un quattordicesimo e un dodicesimo posto nelle due gare disputate sul tracciato australiano, ma non per questo motivo l’inglese ha perso fiducia per le gare a venire.

“L’unica cosa che avrei voluto è che la seconda gara dell’anno fosse stata la settimana succesiva a Phillip Island”, ammette Shane Byrne al sito ufficiale del campionato. “Non sono riuscito ad andare forte dopo gli incidenti, ma ciò di cui ora ho bisogno è di andare a Portimao, Valencia, Assen e a tutti gli altri round. Non è una questione di andare forte su un solo tracciato, mi piace Portimao ma non non voglio andar semplicemente bene, voglio ottenere il podio ovunque mi capiterà di correre”.

“Nei test e nelle sessioni di prova abbiamo mostrato di essere veloci. Ma mi sento insoddisfatto nei confronti di Genesio Bevilacqua, il padrone del team, perchè dandomi questa sella nel 2010 ha riposto molta fiducia in me. Avrei voluto essere Carlos a Phillip Island, e colui in grado di garantire a Genesio il podio a Phillip Island!”

Superbike: Yoshimura svela la Suzuki WSBK a Tokyo

15 marzo 2010 

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La Suzuki del team Yoshimura
Mentre tutte le altre squadre del World Superbike saranno impegnate a Portimao per il secondo appuntamento stagionale, Yoshimura Suzuki mostrerà per la prima volta la propria GSX-R 1000 preparata per competere quest’anno nel mondiale di categoria.

La presentazione è fissata per venerdì 26 marzo presso lo stand Yoshimura al Tokyo Motorcycle Show, dove ci sarà la “prima” ufficiale della Gixxer in configurazione WSB.

Yoshimura correrà quest’anno tre gare del mondiale in qualità di wild card: Assen e Magny Cours con Yukio Kagayama, Imola con Daisaku Sakai.

I due piloti, insieme a Nobuatsu Aoki, correranno inoltre la 8 ore di Suzuka, dove Yoshimura Suzuki dovrà difendere la vittoria dello scorso anno.

Superbike: video Magazine del weekend di Phillip Island

15 marzo 2010 

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La lotta di Phillip Island tra le Superbike
L’inizio dei mondiali Superbike e Supersport 2010 a Phillip Island è stato sicuramente avvincente, con risultati a tratti sorprendenti e delle gare combattute e spettacolari.

Per rivivere l’intero weekend di Phillip Island Infront MotorSport ha realizzato un “Magazine” con sintesi delle gare, interviste e analisi della prima prova stagionale dell’HANNspree Superbike World Championship 2010.

Per tutti gli altri video della Superbike vi rimandiamo al canale YouTube di Superbike, su www.youtube.com/sbk

Superbike: Roland Resch ancora in forse per Portimao

15 marzo 2010 

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Roland Resch sfortunato a Phillip Island
L’austriaco Roland Resch, alla sua seconda stagione nel World Superbike, è ancora in forse per la prossima prova in calendario il 28 marzo a Portimao. Il portacolori del Team Reitwagen BMW si era infortunato nel corso delle prove di Phillip Island dove ha rimediato una frattura alla clavicola destra.

In cura presso Dungl Medical-Vital Resort a nord di Vienna, Resch è stato operato alla clavicola con l’adozione di una placca in titanio e otto viti inserite.

Il Dottor Andrea Dungl-Zauner non si è sbilanciato sulle possibilità di vedere l’ex protagonista della Suzuki GSX-R Cup in gara a Portimao, anche se lo stesso Resch a WorldSBK.com si dice ottimista.

Naturalmente non è bello per me sentire che il dottore pensa che non riuscirò a tornare in sella a Portimao, ma forzare il rientro se non sono al 100% non mi sembra la mossa migliore da fare. La clavicola si è fratturata in due punti e sono state inserite una placca in titanio e otto viti.

Questo è un problema abbastanza grande per il mio corpo. Quest’anno la griglia è troppo competitiva per pensare di potermela giocare anche con un handicap. Voglio recuperare completamente prima di salire di nuovo in sella alla mia moto. Credetemi, non è facile sapere di dover saltare una gara ma sto lavorando duramente con l’obiettivo di tornare a correre presto“.

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