Focus

Superbike: ritiro Ducati, conseguenze di una scelta impopolare

30 agosto 2010 

Pubblicato in Focus, In primo piano


L’ufficializzazione della mancata presenza del team ufficiale Ducati nella prossima stagione Superbike ha ovviamente scatenato reazioni contrastanti e in taluni casi abbastanza forti, soprattutto provenienti dal mondo dei tifosi della rossa di Borgo Panigale. Proprio quel colore, il rosso, che ha da sempre contraddistinto l’impegno ufficiale dell’azienda emiliana nel mondiale delle derivate della serie, e che ha riscosso tanto successo tra gli appassionati e creato un forte e compatto numero di sostenitori, grazie anche ai numerosi successi nella competizione (13 titoti piloti, 16 titoli costruttori) e dall’apporto di campioni passati alla storia del motociclismo e rimasti nei cuori dei tifosi come Carl Fogarty e Troy Bayliss, per fare due nomi.

Per gli appassionati di lunga data della bicilindrica “made in Italy” Ducati vuol dire World Superbike, e non è un caso infatti che le reazioni apparse sulla pagina ufficiale dell’azienda siano state particolarmente dure, con frequente ricorso a termini quali “schifo” e “vergogna” (spesso in maiuscolo, senza possibilità di replica). Considerando le dovute eccezioni del caso, una notizia che il popolo ducatista non sembra riuscire a digerire, e neanche voglia farlo. Questa risposta “dal basso” probabilmente era già stata ampiamente prevista, visti i numerosissimi interventi dei “big” dell’azienda, prontamente scesi in campo per gettare acqua sul fuoco, per esporre senza minima possibilità di travisamento i piani relativi al futuro e per mettere in chiaro due punti fermi:

1- Ducati non ha intenzione di abbandonare definitivamente il mondiale Superbike ma che anzi, il cambio di rotta che è stato deciso ha proprio l’obiettivo di investire al meglio le risorse economiche nella progettazione, sviluppo e produzione di un nuovo modello, previsto per fine 2011, che riesca a risollevare le sorti del marchio nella massima competizione delle derivate dalla serie. Una moto completamente nuova che adotterà tante soluzioni derivate dalla ricerca e sviluppo del prototipo MotoGP (il telaio infatti, sembra già orientato verso una soluzione simile a quella adottata dalla Desmosedici GP10, sebbene sarà composto di alluminio invece che di carbonio).

Un impegno che, stando anche alle dichiarazioni rilasciate dall’Amministratore Delegato Gabriele Del Torchio (“Questa decisione deriva da una precisa scelta strategica della casa di Borgo Panigale, che vuole incrementare ulteriormente il contenuto tecnologico dei propri modelli [...] le risorse tecniche dell’azienda, fino ad oggi impegnate nella gestione del team ufficiale SBK, verranno dedicate allo sviluppo della nuova generazione di moto supersportive”) necessita di un importante sacrificio, specialmente alla luce delle congiunture economiche sfavorevoli derivanti dalla crisi globale.

2- L’annunciato ridimensionamento dell’impegno Ducati in Superbike (infatti il supporto ai team privati verrà comunque mantenuto, se non implementato dall’ausilio di tecnici della casa bolognese), non ha niente a che vedere con il recente accordo raggiunto tra il team Ducati Marlboro MotoGP e il nove volte campione del mondo Valentino Rossi, che già nel giorno dell’annuncio (il 15 agosto scorso) e nei mesi precedenti (il passaggio era già stato rivelato con mesi d’anticipo) aveva fatto storcere il naso a diversi fan del marchio italiano.

Il così piccolo lasso di tempo compreso tra le due epocali scelte intraprese da Ducati, ha portato gli appassionati del motociclismo ed i supporter ad applicare un ipotetico sillogismo tra i due eventi: se Valentino Rossi va in Ducati (con considerevole ingaggio in termini economici) e quest’ultima in Superbike rinuncia alla partecipazione con il team ufficiale nel 2011, per utilizzare al meglio il budget (o la stagione, o lo sviluppo della nuova moto), allora il passaggio di Rossi in Ducati è la causa della non partecipazione della stessa in Superbike.

Eventualità subito rispedita al mittente da Filippo Preziosi, intervistato da “La Gazzetta Dello Sport”, nel numero uscito il giorno seguente la tanto contestata notizia: “Non c’è relazione tra i due fatti” afferma Preziosi, e ancora “Valentino significa un impegno economico più alto, ma dall’altra parte ci sono entrate maggiori. Il conto alla fine è lo stesso.”

In conclusione, va di certo sottolineata la reazione non certo compiaciuta di Infront Motor Sports ed in particolare del CEO Paolo Flammini, storico fondatore e promotore della competizione. Da quanto si evince dal comunicato apparso sul sito ufficiale del campionato infatti, Flammini dichiara: “Siamo dispiaciuti ed anche un po’ sorpresi della decisione di Ducati, poiché più volte ci è stato richiesto un cambiamento regolamentare per riequilibrare i valori del 2 cilindri 1.200cc nei confronti dei 4 cilindri 1.000cc [...]“.

Da sottolineare il fatto che il regolamento Superbike prevede già un eventuale riequilibrio tra le due soluzioni, valutato in base alla comparazione tra i risultati conseguiti dalle due/quattro cilindri. Richiesta quindi rispedita al mittente per “mantenere un assoluto equilibrio regolamentare, senza privilegiare una o più case in particolare.”

La Superbike, senza la Ducati quella “vera” e “rossa”, perde la casa più rappresentativa della sua storia. La Ducati, probabilmente, una principale caratteristica della sua identità, scontrandosi con la propria anima sportiva che ha accattivato simpatie e passioni di miglia di Ducatisti e appassionati nel mondo.

Valerio Piccini

MotoGP: è ufficiale, Valentino Rossi lascia Yamaha per Ducati

15 agosto 2010 

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L’annuncio più atteso dell’era moderna del motociclismo è arrivato. Valentino Rossi dopo sette anni lascia la Yamaha e per i prossimi due anni sarà pilota Ducati in MotoGP. Alle 18:00 in punto è arrivato il primo comunicato stampa Yamaha, dal titolo “Yamaha and Valentino to part company at end of 2010″ che crediamo non ha bisogno di traduzione.

Yamaha Motor Co., Ltd. desidera annunciare che la partnership tra Valentino Rossi e la Yamaha terminerà al termine di questa stagione, quando Valentino percorrerà una nuova sfida.

Yamaha e Valentino hanno trascorso insieme 7 fantastiche stagioni durante le quali sono stati vinti insieme quattro titoli mondiali MotoGP.

Valentino è stato una parte importante nella storia di Yamaha e lo sarà per sempre. Yamaha è grata per il contributo di Valentino nei successi sportivi degli ultimi sette anni e desidera augurargli il miglior futuro possibile.

Yamaha garantirà a Valentino tutti gli sforzi per le ultime 8 gare stagionali per concludere al meglio questa lunga e vincente avventura“.

Nel comunicato stampa non si fa alcun accenno alla Ducati e compare una dichiarazione di Lin Jarvis, Direttore di Yamaha Motor Racing.

A nome di tutto il Yamaha Motor Group desidero esprimere la nostra sincera gratitudine a Valentino Rossi per questi sette fantastici anni trascorsi insieme. Valentino ci ha raggiunti nel 2004 quando Yamaha stava soffrendo in MotoGP dopo 11 stagioni senza alcun titolo conquistato. La vittoria di Valentino in Sud Africa al suo primo GP con la Yamaha è stato un momento incredibile, soltanto il primo di tantissime vittorie che hanno emozionato i suoi tifosi e gli appassionati di Yamaha e della MotoGP in tutto il mondo. Grazie alle sue qualità come pilota e collaudatore siamo riusciti a vincere quattro titoli mondiali, il suo contributo è stato indispensabile per rendere la Yamaha YZR M1 la “moto di riferimento” della MotoGP.

Insieme abbiamo vinto tanto e trascorso momenti fantastici e abbiamo potuto scrivere la storia. Rispettiamo la sua decisione di affrontare una nuova sfida e gli auguriamo il meglio per il 2011 ed i prossimi anni.

Per le ultime 8 gare del 2010 Valentino resterà un pilota ufficiale Yamaha e come tale potrà beneficiare del nostro pieno sostegno, ci auguriamo di vederlo vincere ancora qualche gara “in blu” prima che la stagione sia finita“.

Alle 18:30 è arrivato il comunicato stampa Ducati, dopo un “anticipo” nelle scorse ore sul sito web ufficiale (Ducati.com).

Ducati e Valentino Rossi hanno raggiunto un accordo che vedrà, per i prossimi due anni, il nove volte Campione del Mondo vestire i colori del Ducati Marlboro Team alla guida della “Rossa di Borgo Panigale”. L’arrivo di Valentino in Ducati apre un nuovo eccitante capitolo della storia sportiva della Casa italiana e del Motomondiale. L’opportunità di avere tra le proprie fila un pilota dalle straordinarie qualità umane e tecniche come Rossi è considerata da Ducati un grandissimo valore aggiunto per l’intero progetto MotoGP.

“Siamo particolarmente felici di poter annunciare che dal 2011 Valentino Rossi sarà con noi”, ha commentato Gabriele Del Torchio, Presidente Ducati Motor Holding. “Un binomio d’eccellenza nel panorama motociclistico mondiale, coerente con la nostra caratteristica di azienda italiana, portabandiera dei valori del “made in Italy” che trovano nella tecnologia, nel design e nella sportività gli elementi distintivi e la chiave del successo.
Un accordo che è stato reso possibile oltre che dalla ferma volontà delle parti, anche dal convinto supporto del nostro azionista Investindustrial e di tutti gli sponsor del Ducati Marlboro Team, che hanno creduto in questa opportunità e continuano a darci fiducia, condividendo e appoggiando le nostre scelte.”

“Valentino è prima di tutto un grande appassionato di moto e per me è sempre stato un piacere ascoltare i suoi commenti tecnici”, ha detto Filippo Preziosi, Direttore Generale Ducati Corse. “Fino a Valencia rimarrà un avversario la cui grandezza è qualcosa che ha sempre dato un valore speciale alle nostre vittorie, ma nel momento in cui salirà sulla Ducati potremo analizzare liberamente ogni dettaglio tecnico per sviluppare una moto sempre migliore che possa permettergli di esprimere il suo straordinario talento. Poter lavorare con lui rappresenta quanto di più stimolante ogni tecnico possa sperare ed è bello sapere che la prossima stagione avremo questa grande opportunità“.

Alessio Piana (Fotomontaggio Silvia Lavezzo)

MotoGP: Rossi e Yamaha a Brno, dove tutto era iniziato

10 agosto 2010 

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Brno è un circuito speciale per Valentino Rossi: nel 1996 la prima vittoria nel Motomondiale in 125cc, a cui seguirono altri 6 successi nel corso degli anni. Trionfi sportivi, ma anche importanti decisioni per il proprio futuro. Nel 2003 in Repubblica Ceca comunicò ufficialmente alla Yamaha la propria intenzione di correr con loro lasciando, clamorosamente, la Honda. Lo racconta nella sua autobiografia, spiegando nel dettaglio le dinamiche di un incontro “segreto” nel paddock, non il primo (già avvenuto in precedenza a Donington Park), ma quello sicuramente “decisivo”. A mezzanotte o giù di lì Rossi, accompagnato dall’allora manager Gibo Badioli, l’inseparabile Uccio e Nello del fans club, incontrò nell’estate 2003 nei pressi della Clinica Mobile Lin Jarvis e Davide Brivio.

Un incontro surreale, con i due vertici Yamaha costretti a nascondersi sotto un tavolo appena sentito l’arrivo di un motorino, ma che è risultato decisivo per il passaggio che ha segnato un’era. “Ho deciso, vengo con voi“, la chiara e inattesa comunicazione con conseguente stretta di mano con Davide Brivio, a dimostrare che non era uno scherzo, a suggellare un accordo che ha portato quattro titoli mondiali ed una pagina indelebile di storia.

Sette anni più tardi, sempre a Brno, questo rapporto è destinato a concludersi. Lunedì, a quanto sembra, è atteso l’annuncio del divorzio e conseguente passaggio alla Ducati, una nuova sfida che proprio Rossi declinò nel 2003. “Non era quello che stavo cercando“, “Stessa passione, ma filosofie diverse” sono le motivazioni espresse da Valentino. In tre distinte occasioni compare nel “Pensa se non ci avessi provato” anche “La Ducati mi è sembrata un pò come la Honda“, ritenendo il pilota utile, ma non indispensabile.

In sette anni è cambiata la Ducati, è cambiata la Yamaha, probabilmente è cambiato anche Valentino Rossi. Via quindi al passaggio del secolo che accontenta un pò tutti (appassionati, organizzazione, media, sponsor), ma che fa riflettere sul come ci si è arrivati. Dal “Lasciare la Yamaha sarebbe come un tradimento” del febbraio scorso, al non trovare più l’intesa. Masao Furusawa è destinato a lasciare il ruolo di massimo responsabile delle attività sportive di Iwata, subentrerà Lin Jarvis che ha proposto un buon contratto a Valentino, ma senza più i galloni di responsabile unico dello sviluppo e uomo di punta, specie con un Jorge Lorenzo spedito verso il suo primo titolo mondiale.

Così si dice da una parte, dall’altra il contrario o quasi: è la Yamaha ad aver fatto/imposto una scelta “suggerendo” a Valentino di andarsene, preferendogli Jorge Lorenzo, la linea verde, eccetera eccetera. Ecco quindi che in 7 anni, pur con quasi tutti gli interpreti ancora in carica, cambiano radicalmente obiettivi e… “filosofie”. Non la voglia di accettare una nuova sfida per Valentino Rossi, seguito probabilmente dai suoi uomini di fiducia (Brivio, Burgess, Flamigni), con la strana e particolare coincidenza di trovar la formalizzazione della trattativa proprio a Brno.

La Ducati prende il pilota più vincente dell’ultima decade inseguito con un’attenta strategia in questi mesi, la Yamaha perde tanto, ma può contare su di un Jorge Lorenzo presente e futuro del marchio (e di questo sport). Valentino Rossi? Per lui la “sfida delle sfide”: quella che non stava cercando nel 2003, che torna d’attualità dopo 7 lunghi anni.

Alessio Piana

Superbike: come cambiano i regolamenti per il 2011

2 agosto 2010 

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Sabato scorso la riunione della “Superbike Commission” a Silverstone ha realizzato alcune novità regolamentari per il mondiale Superbike in prospettiva 2011, comunicate dalla Federazione Motociclistica Internazionale attraverso un dettagliato comunicato stampa. Novità del regolamento tecnico e sportivo, coinvolgendo le classi Superbike, Supersport e Superstock 1000, deliberate dalla Superbike Commission composta da Paolo Flammini (Infront MotorSport), Claude Denis (delegato FIM) e Giulio Bardi (rappresentante dei team) con la partecipazione del Presidente FIM Vito Ippolito, arrivato a Silverstone sabato 31 luglio proprio per dare la benedizione… istituzionale.

Parlando del regolamento sportivo, dal 2011 torneranno i turni di prove al venerdì mattina come succedeva fino ai primi round della stagione 2009. Ciascuna squadra della Superbike potrà presentare per ciascun evento 2 moto alle verifiche tecniche, una invece soltanto per Supersport e Superstock 1000 più un “spare engine” (motore “di scorta”). A proposito della Superstock 1000 FIM Cup, come risaputo è stato innalzato il limite di età da 24 a 26 anni.

Ben più importanti le modifiche al regolamento tecnico della Superbike, tre punti, ma essenziali. Il primo parla del peso minimo delle moto, attualmente di 162 kg per le 4 cilindri e 168 kg (a scendere o salire a seconda dei risultati conseguiti) per le bicilindriche (adesso c’è un perfetto pareggio, 162 kg per 2 e 4 cilindri). A settembre, probabilmente in occasione del weekend di Imola, saranno comunicati i nuovi pesi delle moto: ci sarà un incremento, da decidere tra 165, 166 e 167 kg, con conseguenti cambiamenti nel “regolamento variabile” in merito alle bicilindriche.

Il secondo punto è quello sicuramente più importante e riguarda i propulsori: sbarrata “unless a complete kit is available through normal commercial channels“, ovvero le squadre non potranno montare specifiche “kit” anche se disponibile dai concessionari. Il riferimento è al propulsore a cascata di ingranaggi della Aprilia RSV4, approvato a inizio 2010 dalla FIM e Superbike Commission, al debutto in gara nel corso della tappa Miller Motorsports Park dopo un primo test nelle prove libere di Assen. Le case dovranno pertanto rispettare le specifiche dei propulsori e relativa distribuzione secondo la moto omologata presso le sedi competenti FIM, rispettando le normative vigenti. Per chiudere, l’ultimo punto delle novità 2011 consente una sola misura di larghezza per il cerchio della ruota anteriore: 3.50in.

Passando alla Supersport, anche qui a settembre si decideranno i nuovi pesi per le moto (da 161 a 163 kg). Già deliberata invece la nuova norma sulle carenature delle moto: si può usare un materiale diverso rispetto alla moto di serie, ma non la fibra di carbonio. Saranno ammessi rinforzi in carbonio o kevlar soltanto in altre aree specificate nel regolamento 2011. Medesimo discorso per la Superstock 1000, dove saranno comunque possibili cambiare le guarnizioni dei motori rispetto al modello di serie.

Servizio Fotografico: Diego De Col

MotoGP: Jorge Lorenzo, numeri da (quasi) campione

27 luglio 2010 

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Lo ha detto chiaramente dopo la gara di Laguna Seca, Jorge Lorenzo: il titolo non è una semplice formalità, bisognerà conquistarlo mantenendo alta la concentrazione. D’altronde siamo soltanto a metà campionato, restano 9 gare e ci sono ancora 225 punti a disposizione. “Porfuera” ne ha già messi 210 in saccoccia, ma usando le sue stesse parole “Non possiam dar nulla per scontato, non sarebbe la prima volta che un pilota perde il titolo in questa situazione“.

Di certo nell’era MotoGP questo non è mai successo: l’unico precedente in questi termini è del 2006, con Nicky Hayden passato da +51 su Valentino Rossi (e +34 su Dani Pedrosa) a -5 nell’arco di cinque gare, riuscendo comunque a vincere il suo primo e unico titolo nella top class a Valencia.

Parlando di veri e propri domini in campionato, dopo 9 gare nel 2002 Rossi vantava già 94 punti di margine sull’allora compagno di squadra Tohru Ukawa, 111 su Max Biaggi alla fine 2° in classifica. Nella stagione succesiva era “soltanto” di 29 lunghezze il margine su Sete Gibernau.

Più interessante il dato del 2005, con Rossi leader dopo 9 tappe con 104 punti su Melandri e 105 su Edwards, meno quello del 2007, con Casey Stoner in vantaggio di 21 punti su Rossi salito a 125 su Pedrosa al termine della stagione.

Per la cronaca nell’era MotoGP soltanto Valentino Rossi ha totalizzato in passato più punti rispetto a Jorge Lorenzo nelle prime 9 gare: 220 nel 2002, 211 nel 2005.

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