Daytona 200: l’AMA fa chiarezza sugli eventi accaduti

21 marzo 2011 

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L’edizione 2011 della 200 miglia di Daytona ha riservato uno spettacolo unico ai fan ed agli spettatori dell’evento nonché diversi colpi di scena a cui non si era abituati, che hanno reso la celebre corsa più rocambolesca del previsto. Una catena di accadimenti eccezionali infatti, si sono susseguiti l’uno dopo l’altro ed hanno portato ad un finale di corsa assolutamente imprevedibile, per il quale neanche la bandiera a scacchi è riuscita a dare un verdetto immediato.

La “causa prima”, dal quale si sono prodotte tutte le successive conseguenze, è stata rappresentata dalla bandiera rossa che ha fermato la corsa al ventinovesimo giro, dopo la caduta del pilota Ducati Latus Motors Jason DiSalvo. I commissari sotto consiglio dei tecnici Dunlop, avendo questi ultimi riscontrato un sovra-riscaldamento degli pneumatici anteriori, hanno impartito a tutte le squadre l’ordine di sostituzione obbligatoria della gomma con una versione differente da quella prevista per la gara, che lo staff Dunlop teneva da parte per evenienza.

Con una grande dimostrazione di trasparenza, AMA Pro Racing ha spiegato, attraverso un comunicato ufficiale, punto per punto le ragioni delle scelte prese a partire da questo punto della corsa in poi, cercando di far luce su ogni singolo dettaglio e cercando in questo modo di sciogliere ogni dubbio sull’operato degli organizzatori stessi.

Il primo punto riguarda la lunghezza del tempo di stop relativo alla bandiera rossa, giustificato dal fatto che ad ognuno dei 36 piloti partecipanti doveva essere consegnato il nuovo pneumatico anteriore in condizione di temperatura ideale e che questo dovesse essere riadattato ai cerchi, oltre al tempo impiegato nell’impartire le nuove istruzioni ai team.

Per quanto concerne invece le azioni del team Latus Motors Racing durante il periodo di “red flag”, gli organizzatori affermano che tutto è stato fatto secondo le regole. La squadra infatti, a seguito dell’incidente del loro pilota Jason DiSalvo, ha compiuto in quel tempo a disposizione le riparazioni necessarie sulla Ducati 848 Evo, affidata centauro newyorchese, affinché quest’ultimo potesse tornare a prendere parte alla corsa.

AMA Pro Racing nega che il lungo tempo di stop sia stato reso tale per far terminare alla compagine le riparazioni, e afferma che la moto è sempre stata sotto l’occhio vigile dell’ufficiale in carica, Mike Lagenfeld, che è stato il fautore della decisione di far spostare il mezzo dalla pit lane a dietro il muretto. Questa scelta sarebbe derivata da una prima valutazione “sottostimata” della durata dello stop (10 minuti in prima istanza), che non avrebbe permesso il rientro in pista di DiSalvo e che avrebbe portato la sua moto ad essere di intralcio agli altri piloti nella fase di rischieramento.

Un altro punto “critico” relativo alla gara, forse il più evidente vista la portata delle decisioni prese, è quello relativo all’attribuzione del titolo di vincitore della Daytona 200 e delle posizioni immediatamente seguenti. Anche in questo caso, curiosamente, il motivo del contendere è stato provocato da una bandiera rossa, quella che è stata esposta per l’incidente che ha coinvolto Taylor Knapp, Dane Westby e Josh Herrin.

Anche in questo caso gli organizzatori affermano di aver seguito il regolamento alla lettera, dichiarando la gara completa per i primi cinque, con Herrin ultimo del gruppetto di testa, e retrocedendo Knapp e Westby come ultimi tra quelli ad aver effettuato il penultimo passaggio sul traguardo.

Gli organizzatori hanno rilevato una condotta di gara scorretta, da parte di un pilota, nelle fasi finali di della gara. L’identità del centauro in questione non è stata rivelata, sebbene questo verrà informato in forma privata, prima di ogni comunicazione ufficiale, di eventuali provvedimenti presi a suo carico (non c’è dubbio che il pilota sia in ogni caso Josh Herrin).

Per concludere, AMA Pro Racing ha sottolineato che i quindici soli giri da effettuare dopo la ripartenza dalla prima “red flag” sono stati adottati per una questione di sicurezza, avendo infatti l’assoluta certezza di un rendimento ottimale degli pneumatici di “scorta” per questa lunghezza percorsa.

Daytona SportBike: le ultime novità dai test di Daytona

22 gennaio 2011 

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Nei Tire Test di Daytona la classe SportBike ha presentato diverse novità “dell’ultim’ora” riguardanti lo schieramento di partenza della stagione 2011. La più importante è sicuramente l’ingaggio di Jake Zemke da parte del Project 1 Atlanta, squadra che lo scorso anno ha lanciato nelle posizioni di vertice Dane Westby, oggi in M4 Suzuki.

Zemke, vincitore nel 2006 della 200 miglia di Daytona, ha per il momento la garanzia di correre soltanto nel round inaugurale della stagione 2011, anche se il team spera di trovare il budget per prender parte a tutti gli eventi in calendario.

Con supporto Graves, il Team YES e Pat Clark Motorsports porterà in pista Tommy Aquino, anche lui con una Yamaha YZF R6, la stessa condotta in questi anni tra AMA Supersport e Daytona SportBike.

Il team Vesrah Suzuki ha invece confermato Cory West accanto a Taylor Knapp, all’esordio con la gialla GSX-R 600. Sempre parlando della casa di Hamamatsu, Danny Eslick ha girato a Daytona con un inedito numero 69, dopo aver corso nel 2009 con il #9 e nella passata stagione con il #1 da campione in carica.

American Superbike: nei test a Daytona sempre Josh Hayes

20 gennaio 2011 

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Tante le novità, ma alla fine è il campione in carica Josh Hayes a comandare la classifica dei Dunlop Tire Test dell’American Superbike al Daytona International Speedway. Al primo confronto diretto con gli avversari sul rinnovato impianto della Florida (nuovo asfalto nel banking delle curve NASCAR 3-4 e nell’inserimento dell’infield della curva 1 tagliando la corsia box), il pilota di Graves Yamaha è riuscito a spiccare il best time in 1’38″795 in un tracciato dove lo scorso anno faticò parecchio, salvo poi recuperare nel corso del campionato consegnando alla Yamaha un titolo che mancava addirittura dal 1992.

Josh Hayes resta il punto di riferimento della categoria con una Yamaha R1 che presto vestirà i colori Monster Energy, nuovo main sponsor del team Graves (ufficiale Yamaha USA), davanti alla coppia Yoshimura Suzuki composta da Tommy Hayden e Blake Young, staccati rispettivamente di 2 e 6 decimi. Per il team Rockstar Makita Suzuki, dopo aver lavorato nella passata stagione con la GSX-R 1000 ’09 (American Suzuki non aveva importato il nuovo modello), la disponibilità dell’ultima “Gixxer” ha consentito ad un salto di qualità sul piano prestazionale per la piena soddisfazione dei due piloti.

Un pò indietro sul piano cronometrico il “dream team” di Michael Jordan Motorsports, ovvero Ben Bostrom e Roger Hayden (il più veloce nella seconda sessione), anche se a detta dei piloti i riferimenti cronometrici in questo momento non sono importanti. Stessa valutazione per Martin Cardenas, campione Daytona SportBike 2010, promosso in Superbike da M4 Suzuki a seguito della partenza di John Hopkins verso il BSB: 2″ il distacco dai migliori per il pilota californiano.

Buon “esordio” invece per la Kawasaki, di ritorno nell’American Superbike con Cycle World e Attack Performance: in pista per la prima volta in assoluto la nuova ZX-10R, Eric Bostrom ha conseguito il quarto tempo davanti a Larry Pegram, al quinto test con la BMW S1000RR sviluppata in proprio. Per Bostrom c’è la certezza di correre soltanto a Daytona, 200 miglia compresa, anche se Attack sta lavorando per completare il budget per tutto il campionato.

Nella top-10 si segnala anche Geoff May con la Buell 1190RR ufficiale, lasciandosi alle spalle David Anthony e Jeremy Toye con la stessa BMW S1000RR con la quale ha concluso il Macau Grand Prix sul podio. Archiviati i Tire Test, adesso per tutti restano poco meno di due mesi per preparare l’esordio stagionale proprio a Daytona per l’11-12 marzo con due gare in programma nella tradizionale “Bike Week” in Florida.

AMA Pro National Guard American Superbike 2011
Daytona Tire Test
Classifica tempi

01- Josh Hayes – Graves Yamaha – Yamaha YZF R1 – 1’38.795
02- Tommy Hayden – Rockstar Makita Suzuki – Suzuki GSX-R 1000 – + 0.279
03- Blake Young – Rockstar Makita Suzuki – Suzuki GSX-R 1000 – + 0.621
04- Eric Bostrom – Cycle World Attack Kawasaki – Kawasaki ZX-10R – + 1.135
05- Larry Pegram – Foremost Insurance Pegram Racing – BMW S1000RR – + 1.188
06- Ben Bostrom – Michael Jordan Motorsports – Suzuki GSX-R 1000 – + 1.487
07- Roger Hayden – Michael Jordan Motorsports – Suzuki GSX-R 1000 – + 1.881
08- Martin Cardenas – M4 Suzuki – Suzuki GSX-R 1000 – + 2.200
09- Chris Ulrich – M4 Suzuki – Suzuki GSX-R 1000 – + 2.702
10- Geoff May – Erik Buell Racing – Buell 1190RR – + 3.344
11- David Anthony – Aussie Dave Racing – Suzuki GSX-R 1000 – + 3.350
12- Jeremy Toye – San Diego BMW Motorsports – BMW S1000RR – + 5.197
13- Barrett Long – Longevity Racing – Ducati 1098R – + 5.626
14- Chris Clark – Team YES PCM Graves – Yamaha YZF R1 – + 5.644
15- Eric Haugo – Viking Moto – Suzuki GSX-R 1000 – + 6.211
16- Chris Trounson – Aussie Dave Racing – Suzuki GSX-R 1000 – + 7.016
17- Jordan Burgess – Aussie Dave Racing – Suzuki GSX-R 1000 – + 7.097
18- Gary Orr – San Diego BMW Motorsports – BMW S1000RR – + 8.994

Daytona SportBike: la Ducati Ferracci comanda a Daytona

20 gennaio 2011 

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Al ritorno subito protagonista. Fast by Ferracci, nome leggendario del motociclismo americano (e non solo), torna a far capolino nei campionati AMA Pro Racing a supporto tecnico del Celtic Racing preparando una Ducati 848 EVO per il giovanissimo 17enne P.J. Jacobsen. Il risultato? Subito miglior tempo nei Daytona Tire Test, con l’ex pluri-campione del flat track in grado di spiccare il best time in 1’51″822 davanti a Jake Zemke, ex-vincitore della 200 miglia di Daytona, passato al team Project 1 Atlanta con una Yamaha R6.

Inizia bene la nuova avventura di Ferracci, consentendo al Celtic Racing di contare già su di una 848 EVO competitiva con legittime speranze di vittoria a Daytona e nel campionato. P.J. Jacobsen, che a 17 anni vanta trascorsi nel Motomondiale e CEV con il team Aspar, di certo non ha deluso, come dimostra la classifica dei tempi che lo proiettano davanti ad un tris di nomi abituali protagonisti dei campionati AMA.

A poco più di 1 decimo c’è Jake Zemke, rimasto a piedi al termine della stagione 2010 (nonostante un buon campionato Superbike con Jordan SUuki), salito in sella all’ultimo momento con una Yamaha del team Project 1 Atlanta in sostituzione di Dane Westby, passato in M4 Suzuki. L’ex pilota ufficiale American Honda, vincitore della 200 miglia nel 2006, ha per il momento la certezza di correre soltanto a Daytona, dove farà di tutto per tornare sul gradino più alto del podio ed assicurarsi un futuro in pianta stabile con P1A Yamaha.

Impegno “full time” invece per Jason DiSalvo, di ritorno in America dopo un’esperienza da dimenticare con Triumph nel World Supersport. L’ex pilota ufficiale Yamaha USA ha conseguito il terzo tempo con la Ducati del Latus Motors Racing, davanti a Danny Eslick, campione SportBike 2009, rimasto per il terzo anno consecutivo con il Richie Morris Racing ed una buona GSX-R 600.

Staccati tutti gli altri: Cory West (Vesrah Suzuki), Santiago Villa (RRW Suzuki) pagano oltre due secondi, lasciandosi alle spalle il campione AMA SuperSport East Division J.D. Beach con la debuttante Kawasaki del team Attack (squadra che ha vinto la 200 miglia nel 2007 e 2008 con Steve Rapp e Chaz Davies) e Dane Westby, poco incisivo alla “prima” con la Suzuki campione in carica del team M4. Assente in questa seconda tornata dei Daytona Tire Test il vincitore della 200 miglia 2010 Josh Herrin, operato recentemente al polso destro per non pregiudicare la stagione 2011 dove punterà al primo titolo nella SportBike.

AMA Pro Daytona SportBike presented by AMSOIL 2011
Daytona Tire Test
Classifica tempi

01- P.J. Jacobsen – Celtic Racing Fast by Ferracci – Ducati 848 – 1’51.822
02- Jake Zemke – Project 1 Atlanta – Yamaha YZF-R6 – + 0.165
03- Jason DiSalvo – Latus Motors Racing – Ducati 848 – + 0.374
04- Danny Eslick – GEICO Powersports RMR Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – + 0.601
05- Cory West – Vesrah Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – + 2.167
06- Santiago Villa – Roadracingworld.com Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – + 2.203
07- J.D. Beach – Cycle World Attack Kawasaki – Kawasaki ZX-6R – + 2.223
08- Dane Westby – M4 Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – + 2.363
09- Paul Allison – Triple Crown Industries – Yamaha YZF-R6 – + 2.396
10- Taylor Knapp – Vesrah Suzuki – Suzuki GSX-R 600 – + 3.289
11- Tommy Aquino – Team YES PCM Graves – Yamaha YZF-R6 – + 3.325
12- Pat Mooney – Pat Mooney Racing – Buell 1125R – + 4.657
13- Reese Wacker – Reese Wacker – Suzuki GSX-R 600 – + 7.298
14- Mark McCormick – McNology Racing – Yamaha YZF-R6 – + 8.543
15- David McPherson – McNology Racing – Yamaha YZF-R6 – + 10.931

AMA: pioggia per la prima giornata di test a Daytona

18 gennaio 2011 

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Ben 54 piloti costretti a incrociare le braccia ai box. La prima giornata dei Dunlop Tire Test a Daytona per le quattro classi dell’AMA Pro Racing (American Superbike, Daytona SportBike, AMA SuperSport ed il monomarca Vance & Hines XR1200) non è praticamente mai iniziata, complice il maltempo che ha impossibilitato i piloti a scendere in pista secondo prassi nei rinomati Speedway americani.

L’appuntamento è così rimandato all’indomani, quando per la Superbike ci sarà il primo vero confronto tra i principali protagonisti della nuova stagione: il campione Josh Hayes con la Yamaha Graves (sponsorizzata Monster Energy) contro i sei piloti Suzuki tra Yoshimura (Tommy Hayden e Blake Young), Michael Jordan Motorsports (Ben Bostrom e Roger Hayden) e Team Hammer (Martin Cardenas e Chris Ulrich), senza scordarci della BMW con Larry Pegram e del ritorno di Kawasaki insieme all’Attack Performance ed Eric Bostrom.

Per la Daytona SportBike, assente il vincitore della 200 miglia 2010 Josh Herrin per la recente operazione al polso destro, saranno da seguire con attenzione le numerose Ducati 848 EVO schierate dai team Latus, Roberson e Celtic/Fast by Ferracci, a confronto con il campione 2009 Danny Eslick su RMR Suzuki.

L’AMA Pro Racing ha consentito alle squadre di recuperare il tempo perduto consentendo di girare anche nella prevista “pausa pranzo” del secondo giorno di test al Daytona International Speedway: meteo permettendo.

AMA: i piloti presenti ai Daytona Tire Test del 17-18 gennaio

16 gennaio 2011 

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Cinquantatre piloti in quattro categorie alla scoperta del nuovo asfalto di Daytona. Per la prima volta dal 1978 lo Speedway della Florida si rinnova, con la monumentale opera di ripavimentazione dell’impianto dovuta a seguito dei problemi riscontrati dai piloti della NASCAR alla 500 miglia del febbraio 2010: sei mesi di lavoro, ultimati giusto in tempo per i primi test collettivi dei campionati AMA Pro Racing. Una due giorni a dicembre con soli 8 piloti presenti, ora i “Tire Test” ufficiali voluti dall’AMA e dalla Dunlop per definire le specifiche da adottare per la “Daytona Bike Week” (200 miglia in primis) dal 5 al 12 marzo. Tanti i cambiamenti nelle varie categorie che cercheremo di evidenziare a cominciare dall’American Superbike.

American Superbike: Josh Hayes contro l’armata Suzuki

La prima stagione del “dopo-Mladin” ha riportato al successo, dopo 18 anni, la Yamaha, con Josh Hayes ed il team Graves in trionfo fermando il dominio lungo sette anni delle Suzuki Yoshimura. Da qui si riparte, con l’esperto pilota del Mississippi che mosterà la tabella #1 con la propria Yamaha YZF R1 contraddistinta dalla livrea Monster Energy, nuovo main sponsor Graves Yamaha per il 2011. La Suzuki, perso il titolo, si presenterà con una vera e propria armata con sei piloti divisi in tre team: Rockstar Makita Suzuki (Yoshimura) con il vice-campione Tommy Hayden ed il pupillo di Kevin Schwantz Blake Young, M4 Suzuki con il campione Daytona SportBike Martin Cardenas e Chris Ulrich, il Michael Jordan Motorsports che ha messo a segno il doppio-colpo di mercato Ben Bostrom e Roger Hayden. Al via quest’anno nuovamente l’Erik Buell Racing con Geoff May, debutta ufficialmente BMW affidandosi a Larry Pegram. Ai test sarà presente anche Eric Bostrom con la Kawasaki dell’Attack Performance, sulla carta tra i piloti in lizza per la vittoria a Daytona.

American Superbike
Piloti presenti ai Daytona Tire Test

Josh Hayes (Yamaha)
Tommy Hayden (Suzuki)
Blake Young (Suzuki)
Ben Bostrom (Suzuki)
Roger Hayden (Suzuki)
Martin Cardenas (Suzuki)
Chris Ulrich (Suzuki)
Larry Pegram (BMW)
Chris Clark (Yamaha)
Geoff May (Buell)
David Anthony (Suzuki)
Jordan Burgess (Suzuki)
Eric Haugo (Suzuki)
Gary Orr (BMW)
Jeremy Toye (BMW)
Chris Trounson (Suzuki)

Daytona SportBike: ancora Herrin Vs Eslick, torna la Ducati

Discussa, alla fine la Daytona SportBike ha convinto anche i più scettici: lo spettacolo non manca mai per quella che, effettivamente, è diventata la gara più spettacolare del pianeta. Nel 2010 tre gare si sono decise con distacchi inferiori al 1″, spesso con bagarre “a gruppo” di 4/5 piloti. Sarà probabilmente così anche quest’anno, con i Tire Test di Daytona indicativi sui valori in campo in vista della 200 miglia, gara che vale una stagione. Il vincitore del 2010 Josh Herrin non sarà a questi test per una recente operazione al polso destro (niente di grave, per marzo sarà in piena forma), in compenso ritroveremo in pista il suo “eterno rivale” Danny Eslick, campione 2009 su Buell, passato con il Richie Morris Racing a Suzuki già dalla passata stagione. I colori Yamaha saranno difesi da Tommy Aquino, che con supporto Graves correrà con il Team YES/Pat Clark Motorsports, con grande curiosità per il ritorno di Kawasaki grazie a Cycle World, Attack Performance e la coppia Eric Bostrom/J.D. Beach (campione AMA SuperSport East in carica e della Red Bull Rookies Cup nel 2008) in sella a due competitive ZX-6R. Ritorna alla 200 miglia anche la Ducati, questa volta con almeno tre squadre e piloti in grado di lottare per la vittoria assoluta: Jason DiSalvo (ex-Triumph nel WSS nonchè pilota ufficiale di Yamaha nell’AMA Superbike) con la 848 EVO del Latus Motors Racing, Jake Holden con il Roberson Motorsport (assente a Daytona) e, soprattutto, il 17enne P.J. Jacobsen con il Celtic Racing e la 848 preparata da Fast by Ferracci, nome storico nuovamente in azione nei campionati AMA.

Daytona SportBike
Piloti presenti ai Daytona Tire Test

Danny Eslick (Suzuki)
Jason DiSalvo (Ducati)
Tommy Aquino (Yamaha)
J.D. Beach (Kawasaki)
Dane Westby (Suzuki)
P.J. Jacobsen (Ducati)
Paul Allison (Yamaha)
Taylor Knapp (Suzuki)
Barrett Long (Ducati)
Pat Mooney (Buell)
Reese Wacker (Suzuki)
Cory West (Suzuki)
Russ Wikle (Suzuki)
Santiago Villa (Suzuki)

AMA SuperSport: giovani piloti a confronto

Il vuoto lasciato dalla Red Bull US Rookies Cup, che ha chiuso i battenti al termine della stagione 2008, per i giovani talenti del motociclismo americano è stato colmato con la classe AMA SuperSport, classe riservata per i piloti dai 16 ai 21 anni di età, che ha prodotto talenti quali Leandro Mercado (sarà pilota Kawasaki Pedercini nella Superstock 1000 FIM Cup), Ricky Parker (ha corso in Italia nel CIV Supersport), Austin DeHaven, Cameron Beaubier e Joey Pascarella. Con l’obbligo per i campioni 2010 di passare alla SportBike (secondo regolamento), quest’anno ci si aspetta di scoprire nomi nuovi al top della categoria a cominciare dai test di Daytona dove scenderanno in pista ben 10 piloti. Su tutti spicca Elena Myers, già nella storia del motociclismo americano (prima ragazza a vincere una gara targata AMA Pro Racing, 2° assoluta nella West Division 2010), favorita alla conquista del titolo con la Suzuki del team M4. In azione a Daytona rivedremo anche James Rispoli, già vincitore di una gara nel 2010, con una Suzuki GSX-R 600 dell’ANT Racing.

AMA Pro SuperSport
Piloti presenti ai Daytona Tire Test

Elena Myers (Suzuki)
James Rispoli (Suzuki)
Emerson Connor (Ducati)
Michael Corbino (Yamaha)
Mark McCormick (Yamaha)
David McPherson (Yamaha)
Stefano Mesa (Yamaha)
Jake Mormon (Yamaha)
Eric Stump (Yamaha)
Miles Thornton (Yamaha)

Vance & Hines XR1200 Trophy: 11 piloti a Daytona

Quest’anno alla Daytona Bike Week, e per gran parte della stagione 2011, correrà accanto ai campionati AMA Pro Racing il monomarca targato Vance & Hines con le Harley Davidson XR1200. Alla seconda stagione di attività si alterneranno in sella piloti amatoriali, professionisti (Danny Eslick è il campione in carica) e leggende del motociclismo, con due gare in agenda per Daytona anticipati dai Test del 17-18 gennaio con 9 piloti in pista tra i quali spiccano Ricky Parkes, ex-campione AMA SuperSport con trascorsi anche in Italia, e Michael Barnes, ex-pilota ufficiale Buell.

Vance & Hines XR1200 Trophy
Piloti presenti ai Daytona Tire Test

Michael Barnes
Michael Corbino
Chris Fillmore
Matt Heidel
Joe Kopp
Chase McFarland
Ricky Parker
Paul Schwemmer
Clinton Sellers
Gerry Signorelli
Kyle Wyman

AMA: via ai Daytona Tire Test 2 dal 17 gennaio

14 gennaio 2011 

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Dopo la prima presa di contatto per otto piloti dello scorso mese di dicembre, il Daytona International Speedway riaprirà i cancelli per i campionati AMA Pro Racing il 17 e 18 gennaio, con la seconda sessione dei tradizionali “Daytona Tire Test“.

Quest’anno più importanti del solito, per via del nuovo asfalto che ha imposto alla Dunlop (monogomma ufficiale di Superbike, SportBike e SuperSport) ben due uscite allo Speedway della Florida, al fine di acquisire dati utili per lo sviluppo di specifici pneumatici per il banking di Daytona.

La Dunlop porterà nuove mescole nella seconda tornata dei Tire Test, dove sono attesi tutti i principali protagonisti dei tre campionati targati AMA Pro Racing, anche chi (vedi il Michael Jordan Motorsports) aveva saltato le prove dello scorso dicembre.

Tempo a disposizione? Due giornate dalle 9 di mattina alle 5 del pomeriggio con una breve sosta per il pranzo, nessuna limitazione in termini di pneumatici ad un costo di 185 dollari l’anteriore e 235 dollari posteriore. Per tutte le squadre una spesa… obbligata, anche perchè la Daytona Bike Week è a meno di due mesi..

AMA: prossimi test a Daytona il 17 e 18 gennaio

2 gennaio 2011 

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Alla “Daytona Bike Week”, 200 miglia compresa, mancano poco più di tre mesi, ma per le squadre dei campionati AMA Pro Racing è già il momento di nuovi test sul rinnovato Speedway della Florida. Il 17 e 18 gennaio è in agenda la seconda sessione di prove collettive per i team di American Superbike e Daytona SportBike, con la possibilità di prender contatto con il nuovo asfalto di Daytona.

Nei precedenti test del mese di dicembre soltanto otto piloti hanno girato in Florida: per la Superbike Josh Hayes (Graves Yamaha, campione in carica), Tommy Hayden e Blake Young in rappresentanza di Yoshimura Suzuki, Larry Pegram all’esordio pubblico con la sua BMW S1000RR.

Per la Daytona SportBike sempre quattro i piloti presenti: il vincitore della 200 miglia 2010 Josh Herrin, P.J. Jacobsen con la Ducati 848 preparata da Fast by Ferracci, Benny Solis su Yamaha Project 1 Atlanta e Cory West (nella foto) su Vesrah Suzuki.

Nella seconda sessione di test a gennaio sono attesi un pò tutti i top team, compreso il Michael Jordan Motorsports che aveva provato con Ben Bostrom e Roger Hayden al Jennings GP Motorsports Park a pochi kilometri da Daytona.

La Dunlop per l’occasione metterà a disposizione nuovi pneumatici sviluppati proprio basandosi sulle indicazioni dei primi test a Daytona: il nuovo asfalto impone mescole e carcasse completamente diverse per tenere incollate le moto a 300 orari sul banking delle curve NASCAR 3 e 4.

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