MotoGP: Andrea Dovizioso, la carriera di un vincente
27 luglio 2009

Cuore, coraggio, istinto, passione. Queste sono solo alcune delle cose necessarie nelle corse di moto. C’è un fattore che è molto importante, alla base di tutto quello che riguarda le moto, dalla progettazione alla sicurezza in pista; questo fattore è la mente, sempre presente, ma che in alcuni piloti sembra relegato all’ultimo posto dal momento dello spegnimento dei semafori fino alla bandiera a scacchi. Ci sono invece altri, che a un certo momento della gara, quando la fine è ormai vicina, che pensano e calcolano cosa sia meglio in base alla classifica del campionato: continuare a spingere e rischiare una caduta (e i conseguenti zero punti), oppure accontentarsi in favore della graduatoria e non osare oltre i limiti imposti dalla moto? E ancora, cercare l’immediato adattamento a una nuova moto, o imparare a conoscerla passo passo, aumentandone il feeling gara dopo gara, test dopo test?
Tra questi ultimi vi è sicuramente Andrea Dovizioso, il pilota del momento dopo la vittoria di Donington Park, campione della 125cc nel 2004 che da due anni milita nella MotoGP, ottenendo quest’anno il passaggio nel team ufficiale Honda Repsol al fianco del tre volte mondiale Dani Pedrosa, dopo un primo anno nei ranghi del Team Scot, lo stesso che lo segue dal 2004 e con cui ha vinto il titolo iridato. Nato a Forlì nel 1986, come ormai tutti i piloti della nuova generazione, Andrea è salito in moto fin da piccolo correndo nei circuiti minimoto, passando poi alla vigilia del 14° compleanno al campionato nazionale e vincendo l’anno successivo quello europeo. Per lui anche qualche presenza nella classe mondiale 125cc come Wild-card. Il primo anno completo nel circuito mondiale lo vede nel 2002 pilota ufficiale Honda, ma con scarsi risultati fino al 2004, anno della sua consacrazione all’età di 18 anni. Nel 2005 passa alla categoria 250cc, ma mancanza di esperienza e mezzo poco competitivo gli impediscono di lottare ad armi pari contro gli spagnoli Pedrosa e Lorenzo. In tutti questi anni, il Dovi (questo il suo soprannome) si è distinto nel gruppo non solo per la costanza nei risultati.
“La mia prima moto è stata una 125 da Gran Premio, ed è stata un’esperienza traumatica“, ricorda il forlivese “Mi era stato chiesto di correre nel 2000 per il team di Fiorenzo Caponera perché ero il più veloce in minimoto. Ho provato questa Aprilia GP tre volte a Maggiore durante i test invernali prima della stagione 2000, e alla fine mi è stato detto che non ero abbastanza veloce per correre“. Tuttavia questo non ha certo fermato Andrea, che ammette che quando si è un teenager entusiasta non ci si ferma certo a pensare che sia tutto finito dopo il primo rifiuto, infatti una settimana dopo un altro team gli propose di correre nel Campionato Aprilia: Dovizioso vinse la prima gara e poi il campionato, lottando contro Michel Fabrizio, oggi pilota del Team Ducati Xerox in Superbike.
Se si esclude il primo contatto con una moto da Gran Premio, la carriera di Andrea Dovizioso è sempre stata segnata dalla costanza nei risultati e dalla sua capacità di riuscire a tirare fuori il massimo della sua moto, senza mai però superarne i limiti, e dal voler imparare a conoscere la moto migliorando giorno per giorno, senza mai buttarsi a capofitto e rischiare più del dovuto. “E’ sempre stato il mio stile, fin da quando correvo sulle minimoto. E’ il mio carattere, tutto qui. Ovviamente mio padre mi ha aiutato a imparare a pensare in questo modo. Quando inizi a correre in minimoto tuo padre è tutto“, spiega: e aggiunge “Pensare molto è importante in tutti gli sport, ovviamente, non solo nelle moto. Qualunque cosa tu stia facendo è importante capire tutto e pensare a ogni cosa, in modo da poter migliorare“.
Un pensatore, e non solo in pista. Finita una gara, Andrea comincia già a pensare a quella dopo, rivedendo quella appena passata e cercando di studiare nei minimi dettagli corsa e sessioni di prove, per cercare di capire cosa si può ancora migliorare o correggere. Anche se adesso, con la prima vittoria, può fermarsi a festeggiare.
Marika Farinazzo
MotoGP Donington Gara: Dovizioso vince una gara folle
26 luglio 2009

Il paradosso è che la vittoria della gara più pazza degli ultimi anni in MotoGP l’ha vinta uno dei piloti più riflessivi, metodici, sensibili alla guida, attenti ad ogni singolo aspetto del proprio mestiere. Forse è proprio per questo che Andrea Dovizioso ha colto la sua prima vittoria nella classe regina, tornando a vincere dopo quasi due anni (l’ultima volta nel 2007 in 250cc), riuscendoci dopo tre gare con zero punti portati a casa, tanto che in molti l’avevano già collocato fuori dal box Repsol Honda per la prossima stagione. Il primo italiano a vincere con la Honda ufficiale dai tempi di Rossiniana memoria è riuscito in questa impresa con una sola strategia: spingere, non commettere errori, stare a guardare gli errori altrui.
Nulla da togliere alla sua, meritatissima, affermazione, giunta in un podio che più inedito non si può: complice la pioggia arrivata negli ultimi giri di gara festeggiano con lo champagne Colin Edwards e Randy De Puniet, rispettivamente in seconda e terza posizione, ma anche Alex De Angelis, confermatosi su altri livelli dal Sachsenring con la quarta posizione. I “Fantastici 4″ non ci sono, per errori propri, scelte strategiche rivedibili, e per una gara che il destino ha voluto finisse così.
Valentino Rossi coglie una quinta posizione, col senno di poi, che vale un… mondiale. In testa, al 13° passaggio il Campione del Mondo è scivolato all’ingresso della “Fogarty”, proprio nel tentativo di controllare Dovizioso. Ripartito ha chiuso quinto, con 11 punti importanti contro i quasi zero degli avversari. Jorge Lorenzo, poco prima, era caduto; Dani Pedrosa non è andato oltre la nona posizione, Casey Stoner la 14° con l’onta del doppiaggio per via di una assurda scelta di pneumatici, con le rain in luogo delle gomme da asciutto dovute e doverose per le condizioni metereologiche.
Sprofondo Rosso Ducati, se non per la gioia di Niccolò Canepa, ottavo sul traguardo e beffato nel finale da Marco Melandri, primo insieme a Loris Capirossi ad effettuare il cambio-moto. Scelta che a Le Mans ha pagato, non a Donington Park, dove non serviva azzardare alcunchè, ma soltanto guidare con intelligenza e arguzia: guidare come Andrea Dovizioso.
Cronaca di Gara
Non piove, ma la gara viene ritenuta “bagnata” dai commissari di gara aprendo gli scenari del “flag to flag”. Scelta sorprendente, i piloti ufficiali Ducati Hayden e, soprattutto, Stoner partono in configurazione “full wet”, mentre tutti propendono per le slick con anche un’inedita soluzione “media” all’anteriore per Dani Pedrosa il quale, tra l’altro, ha difficoltà nel partire per il giro di ricognizione. Allo spegnimento del semaforo Rossi tiene la testa, ma Lorenzo passa davanti insieme ad Elias al discesone “Hollywood” con il leader della classifica che perde ulteriore terreno preceduto anche dalle due Honda ufficiali di Pedrosa e Dovizioso. Si chiude il primo giro con Elias che vola in testa con margine, Lorenzo ha il suo daffare per controllare Rossi, Dovizioso, Pedrosa e Toseland alle sue spalle. Casey Stoner? Solo tredicesimo, preceduto anche da Niccolò Canepa, ma comincia a piovere con insistenza.
Il terzo giro è iper-spettacolare, con Dovizioso che realizza un sorpasso ad ogni curva portandosi in testa su due piloti che potrebbe trovarsi in squadra l’anno prossimo, Lorenzo e Pedrosa. Il maiorchino passa però al comando alla tornata successiva, il tutto quando Stoner e Hayden con le “rain” si trovano nelle ultime due posizioni passati anche da Gabor Talmacsi: “sprofondo rosso”, o scelta lungimirante? Tutto è ancora in gioco, perchè comincia a piovere con una certa insistenza proponendo una nuova classifica: Lorenzo resiste al comando, Rossi passa le due HRC di Dovizioso e Pedrosa mentre Elias sbalza a terra alla “Starkeys”: gara finita.
Passa poco tempo, e all’ottavo giro si registra il colpo di scena che caratterizzerà corsa e, probabilmente, mondiale: ingresso della “Goddards”, Jorge Lorenzo frena sulla linea bianca e vola via. Gara finita, zero punti, leadership a Valentino Rossi che deve controllare Dovizioso con Pedrosa più staccato che si vede impensierire anche da Randy De Puniet. Al 13° giro si registra l’onta del doppiaggio di Rossi e Dovizioso sui Ducatisti Stoner e Hayden, i quali viaggiano con 10″ al giro di svantaggio sugli altri piloti: scelta fallimentare.
Si passa rapidamente al 19° giro, quando ecco a voi il secondo colpo di scena: Valentino Rossi, all’ingresso della Fogarty Chicane, scivola lasciando la prima posizione ad Andrea Dovizioso, seguito da Randy De Puniet e Dani Pedrosa. Valentino ripartirà dall’undicesima piazza, proprio quando comincia a piovere! Sta succedendo di tutto a Donington Park, con Capirossi e Melandri che tentano l’azzardo con il cambio-moto, Pedrosa che perde due posizioni favorendo l’inserimento sul podio di Edwards e di Alex De Angelis al quarto posto.
Il catalano favorisce anche il riaggancio di Rossi, sua la sesta posizione, e di Niccolò Canepa, subito dietro in quella che è sicuramente la sua miglior gara nella MotoGP sul tracciato dove vinse per la prima volta in Superstock 1000. Le telecamere della regia internazionale indugiano però su quanto succede in testa: Colin Edwards e Randy De Puniet proprio sul finale riagganciano Andrea Dovizioso, ma questi resiste e riesce a vincere la sua prima gara in MotoGP. Sul podio finiscono, nell’ordine, Edwards e De Puniet (primo podio per il team di Lucio Cecchinello), seguiti da un ottimo Alex De Angelis e Valentino Rossi, che all’ultimo ha passato James Toseland per la quinta posizione. Ottavo Niccolò Canepa, segue Dani Pedrosa in nona piazza con Casey Stoner che chiude 14° a punti.
Alessio Piana
MotoGP Donington Warm Up: Casey Stoner velocissimo
26 luglio 2009

Uno stint di 6 giri impressionante, prima di salire sulla seconda moto e verificare che, dopo i problemi di ieri nelle qualifiche, sia tutto a posto. Casey Stoner ha fatto selezione nel Warm Up della MotoGP a Donington Park, con il primo giro percorso già con 2 secondi (!!) di vantaggio sugli avversari a pari condizione, ovvero asfalto bagnato con poche possibilità di asciutto per la gara del pomeriggio. L’australiano poi ha ribassato ulteriormente i propri riferimenti cronometrici, arrivando fino al riferimento di 1′39″197, quanto basta per staccaare di 488/1000 Jorge Lorenzo, il primo degli inseguitori con la sua Yamaha.
Un solo grande protagonista quindi nel Warm Up della MotoGP a Donington, con una gara che si prospetta, nell’eventualità della pioggia, in salita per Valentino Rossi, settimo e preceduto anche da Andrea Dovizioso, terzo a precedere Nicky Hayden in risalita, Randy De Puniet e Marco Melandri, potenziale outsider di lusso della corsa. Solo 11° invece Dani Pedrosa, seguito da Loris Capirossi, Mika Kallio e James Toseland. Ultimo a 6 secondi dalla vetta Niccolò Canepa, alle prese per la prima “vera” volta con le insidie dell’asfalto bagnato di Donington Park.
La gara, lo ricordiamo, scatterà alle 16:30 italiane, anticipata alle 13:30 dalla 125 e alle 14:45 dalla classe 250, orari inediti per il fuso orario e per la concomitanza con la Formula 1.
Alessio Piana
MotoGP Donington: Valentino Rossi “Sorpreso della pole”
25 luglio 2009

Una pole quasi per caso, ha detto Valentino Rossi. Non si aspettava questo risultato dopo i problemi riscontrati nelle prime prove libere a Donington Park, ma grazie al lavoro della squadra è riuscito a recuperare portandosi davanti a tutti nelle qualifiche.
“Sono sorpreso di aver fatto la pole, oggi, perché abbiamo avuto un po’ di problemi nel pomeriggio“, ammette Valentino. “Al mattino, sfortunatamente, non abbiamo provato la gomma Bridgestone di mescola dura, ma non eravamo preoccupati perché tutti gli altri con essa avevano un buon grip. Quando però nel pomeriggio l’abbiamo utilizzata non abbiamo trovato l’aderenza che ci aspettavamo ed il passo che siamo stati in grado di realizzare non era buono“.
Al team Fiat Yamaha hanno così pensato bene di concretizzare alcune modifiche alla YZR M1 che poi hanno pagato, specialmente sul giro singolo.
“Abbiamo fatto alcune modifiche e migliorato un po’, quindi ne abbiamo fatte altre e poi siamo passati ad usare la gomma morbida di nuovo e siamo stati molto veloci. Con questa soluzione ho potuto guidare come voglio e mi sentivo veramente a mio agio, veloce e scorrevole, per cui penso che abbiamo fatto un buon lavoro di squadra“.
Restano comunque degli aspetti da sistemare per domani, perchè sul passo gara Valentino non è ancora nelle migliori condizioni.
“Dobbiamo però lavorare ancora per migliorare il passo con la gomma dura, e dopo ciò aspettare per vedere che tempo farà domani. Qualunque cosa accada, partiamo dalla migliore posizione e questa è la cosa più importante“, ha concluso.
MotoGP Donington: Dani Pedrosa “Vorrei vincere domani”
25 luglio 2009

Voleva conquistare la seconda pole position dell’anno, Dani Pedrosa, ma non ci è riuscito oggi a Donington Park. Per il catalano è comunque una prima fila importante, come da lui stesso dichiarato a fine giornata, l’ideale per poter impostare una gara all’attacco.
“Più che partire in pole position è sempre importante ottenere un tempo da prima fila“, ammette Dani Pedrosa. “Abbiamo fatto un buon lavoro oggi, potevamo forse fare la pole, perchè nel mio giro veloce ho incontrato dei piloti e mi hanno fatto calare leggermente il ritmo. Per noi è comunque importante scattare dal centro della prima fila“.
Quanto al bilanciamento della propria Honda RC212V, Dani Pedrosa è soddisfatto nell’eventualità di una gara sull’asciutto, meno se ci sarà la pioggia.
“Siamo quasi a posto per la gara in caso di asciutto, ci resta ancora da fare qualche modifica. Non so le condizioni per domani, se dovesse piovere comunque è necessario provare qualcosa a livello di set-up perchè non siamo abbastanza veloci. Domani sarà l’ultimo GP a Donington Park e mi piacerebbe ottenere un buon risultato, magari una vittoria“.
MotoGP Donington: Jorge Lorenzo “A posto per la gara”
25 luglio 2009

La prima fila è l’ideale per Jorge Lorenzo in previsione della gara di domani a Donington Park. Si sente infatti pronto il pilota maiorchino alla battaglia, grazie ad una Yamaha che, per sua stessa ammissione, è molto competitiva con un ottimo bilanciamento.
“Con la gomma dura siamo decisamente a posto ed io mi sento molto bene sulla moto“, ammette Jorge Lorenzo. “Con quella morbida, nell’ultimo giro, non sono stato velocissimo, ma non siamo troppo preoccupati. In ogni caso io mi sento a mio agio sulla mia M1 e mi piace guidare qui“.
Per la gara quindi è a posto Jorge Lorenzo, anche con l’unica incognita derivante dalle condizioni climatiche sempre incerte a Donington.
“Domani non sappiamo che condizioni atmosferiche aspettarci, ma siamo stati veloci anche venerdì sul bagnato, così so che posso essere competitivo anche in caso di maltempo. Spero proprio di fare una bella gara a Donington, specie perchè è l’ultimo anno che vi si corre“.
MotoGP Donington: Casey Stoner “Giornata difficile”
25 luglio 2009

Due scivolate in due turni di prove per Casey Stoner a Donington Park, ed è per questo che il quarto tempo nelle qualifiche ufficiali non è da buttar via. L’ex Campione del Mondo ha incontrato diversi problemi specie nella mattinata, quando non aveva proprio un buon feeling con la sua Desmosedici GP9.
“Sono un pò deluso perchè sono convinto che potevamo essere in prima fila“, afferma Casey Stoner, “ma tutto sommato la quarta posizione non è male. Per noi è stato un giorno davvero difficile, questa mattina c’erano diversi problemi e abbiamo dovuto lottare per trovare il buon feeling con la moto delle ultime gare. Nel pomeriggio abbiamo fatto delle modifiche che stavano funzionando, ma purtroppo sono caduto“.
Rientrato ai box l’australiano è ripartito con la seconda moto, con la quale non aveva la stessa fiducia rispetto alla sua moto “titolare”.
“Sono scivolato con la moto 1 che è la migliore, e questo ha peggiorato le cose. Non avevamo abbastanza tempo per trasferire tutti i dati sulla seconda moto e così non eravamo abbastanza veloci con le gomme morbide. Vediamo cosa succede domani, l’obiettivo è sempre quello di raccogliere più punti possibile e spero nella pioggia, perchè sarebbe meglio per la mia condizione fisica“.
MotoGP Donington Qualifiche: Valentino Rossi in pole
25 luglio 2009

La quarta pole position stagionale, 55° in carriera di cui 45 nella sola top class, per Valentino Rossi è arrivata a Donington Park, dove non riusciva in questo risultato addirittura dal 2005, proprio quando ha conquistato l’ultima vittoria sul tracciato britannico. Un buon segno in vista di domani? Di certo l’otto volte iridato non deve scartabellare dati e statistiche per veder confermare il buon equilibrio raggiunto nel finale con la propria Yamaha M1, moto condotta da tre piloti nelle prime sei posizioni, dopo un mattino e metà qualifiche vissute al studiare la miglior posizione possibile. A vedere la sequenza di 4 giri consecutivi sull’1′22 basso dimostra come, a livello di competitività assoluta, la Yamaha è ben messa in Gran Bretagna: Rossi fa il resto conquistando la quarta pole, beffando Dani Pedrosa e, soprattutto, Jorge Lorenzo. Per i due alfieri del Fiat Yamaha sono adesso quattro pole a testa (complessivamente 8 in 10 gare…), per una squadra “atipica” ma che porta i risultati sperati.
Anche Dani Pedrosa, come sempre in qualsiasi condizione il più veloce tra i piloti Honda sebben Andrea Dovizioso è quinto, dimostrando che con la politica dei piccoli passi la RC212V sta prendendo un buon spunto velocistico. Di certo si scontra con i problemi di casa Ducati, dove Casey Stoner è scivolato nuovamente dopo quanto accaduto in mattinata, questa volta alla “McLeans”, curva in salita destrorsa dove è necessario avere un buon feeling sul davanti. Cosa sul quale l’australiano conta tantissimo, ma che non sembra avere nel Regno Unito, aprendo una seconda fila completata dal sesto tempo di Colin Edwards.
Buona la settima posizione di Marco Melandri con la Kawasaki, moto che senza sviluppi è stabilmente nella top ten con il ravennate definitivamente ritrovato. Forse è da rivedere tutto il programma Suzuki, dove Loris Capirossi viene anche battuto da Vermeulen nella lotta per la 12° piazza, tanto che è lecito domandarsi cosa non va al team Rizla: telaio, motore, elettronica, pacchetto o anche gli stessi piloti? Strano da raccontare anche i passi indietro di Nicky Hayden, naufragato in 15° piazza davanti a Niccolò Canepa e Gabor Talmacsi, scivolato nel finale con la Honda-Scot. Donington non gli è mai andata a genio, ma dai progressi delle ultime gare ritrovarsi così indietro non è proprio il massimo.
Alessio Piana
MotoGP Donington Prove Libere 2: Pedrosa precede Lorenzo
25 luglio 2009

Potrebbero ritrovarsi come compagni di marca, per il momento si accontentano (per modo di dire) di vedersi nelle prime due posizioni della classifica dell’ultima sessione di libere a Donington Park. Dani Pedrosa comanda ancora dopo il miglior tempo di ieri, fermando i cronometri del circuito britannico sull’1′28″787, conseguito negli ultimi minuti al 30° dei 31 passaggi effettuati. Il pilota della Honda ha dimostrato una buona resa della propria RC212V, insidiando il primato di una Yamaha che a Donington viaggia davvero su di un altro livello, con tre M1 nelle prime cinque posizioni. Pedrosa è spuntato proprio allo scadere, quando ha prima eguagliato l’1′28″957 di Jorge Lorenzo (spaccato al millesimo!) per poi batterlo di 170/1000, quanto basta per portarsi in vetta e render soddisfatto il box Repsol Honda.
Di certo il più costante è risultato Jorge Lorenzo, davvero veloce, più di Valentino Rossi per il momento al quarto posto preceduto anche da Casey Stoner, terzo nonostante una Desmosedici (vistosamente) ballerina ed una scivolata al primo giro effettuato, quando ha tagliato forse un pò troppo il cordolo del tornantino “Melbourne” perdendo l’anteriore. Nessuna conseguenza, solo una leva del freno piegata, rientro ai box per poi scender nuovamente in pista leggendo il solito copione: pochi istanti per prender subito il ritmo da primissime posizioni.
C’è molto lavoro comunque da fare per “ammorbidire” la propria Desmosedici con Yamaha il riferimento, ma anche la Honda, che porta Toni Elias sesto (senza una moto per il 2010?) a preceder Andrea Dovizioso, replicando sostanzialmente quanto visto nelle ultime gare. OK anche Marco Melandri, ottavo, notte profonda in Suzuki dove Loris Capirossi è 14° davanti a Chris Vermeulen, lasciando così dubbi a tutti sulla resa del team e della moto (tanto che Alvaro Bautista già nel pomeriggio potrebbe firmar con Ducati). Chiude lo schieramento invece Niccolò Canepa, 2″8 dalla vetta preceduto un Gabor Talmacsi in netto miglioramento, prendendosi 1″3 da Mika Kallio che si conferma positivo 10° aspettando le qualifiche ufficiali del pomeriggio.
Alessio Piana
MotoGP Donington: Dani Pedrosa “Possiamo ripeterci”
24 luglio 2009

L’inizio è stato positivo per Dani Pedrosa a Donington Park. Sul tracciato dove vinse nel 2006 ha ottenuto il miglior tempo e sebbene non sia stato particolarmente veloce al bagnato si dice ottimista per il prosieguo del weekend in Gran Bretagna.
“E’ sicuramente bello iniziare il weekend dalla prima posizione e sono contento per come abbiamo gestito l’ora di prove a disposizione“, commenta Dani Pedrosa. “Le condizioni sono state in continua evoluzione e così abbiamo dovuto girare il più possibile per imparare. Ci sono degli aspetti sui quali dobbiamo ancora lavorare sul bagnato, cercheremo di trovare una soluzione perchè il meteo qui non è stabile ed è probabile che domenica la gara sarà sotto la pioggia“.
Decisamente fiducioso il pilota Repsol Honda, che è convinto di potersi ripetere anche nei prossimi giorni come ammesso a fine giornata.
“Sul finale era praticamente asciutto, e nonostante sono rimasto con gli pneumatici rain ho fatto un buon tempo. Penso che siamo in una buona forma per questo weekend per cui sono fiducioso di potermi confermare anche nei prossimi giorni“.




