MotoGP: Dani Pedrosa, i numeri del (lungo) digiuno

7 luglio 2009 

Pubblicato in In primo piano, MotoGP, Motomondiale

Dani Pedrosa al Cavatappi
Quando Dani Pedrosa nelle parole post-vittoria parlava di “tanto tempo” dalla sua ultima vittoria, non scherzava. Il catalano, che resta pur sempre il secondo pilota in attività con il maggior numero di vittorie (30 contro le 100 nel Motomondiale di Valentino Rossi), non vinceva esattamente da Barcellona dello scorso anno, all’epoca la seconda nonchè ultima vittoria della stagione 2008.

Da quell’evento sono passati ben 17 Gran Premi, eguagliando la sua “striscia” negativa tra il 2006 ed il 2007, quando non vinse da Donington Park ‘06 al Sachsenring ‘07, il primo successo della Honda nell’era della classe 800cc.

Da vetto che da Barcellona 2008 sono passati ben 392 giorni, e quella, prima ovviamente di Laguna Seca, era anche l’ultima affermazione della Honda nella top class.

MotoGP Laguna Seca: Dani Pedrosa “Finalmente la vittoria”

6 luglio 2009 

Pubblicato in In primo piano, MotoGP, Motomondiale

Dani Pedrosa precede Valentino Rossi
Più di un anno senza vittorie. Dani Pedrosa finalmente ha terminato questo (lungo) digiuno portandosi a casa il Gran Premio di Laguna Seca, il primo stagionale per la Honda che, se vogliamo, lo rilancia in campionato, ritrovandosi a 59 punti dalla vetta.

Per me è fantastico tornare a vincere, è un successo importante per tutti noi, per la squadra, la Honda, dato che era tanto tempo che non ci riuscivamo“, afferma Dani Pedrosa. “Dall’incidente del Sachsenring dello scorso anno ho avuto tanti infortuni, mi sono operato diverse volte e questo per un lungo periodo di tempo non mi ha consentito di guidare al meglio. Adesso sono tornato alla vittoria ed è sicuramente un buon inizio, anche se in campionato siamo lontani ed è meglio a guardare solo gara per gara“.

Prima di pensare al futuro, il pilota Repsol Honda parla dell’andamento del Gran Premio di Laguna Seca, dove ad un certo punto sembrava addirittura vedersi raggiungere da Valentino Rossi.

Il mio ritmo è stato buono, più veloce delle prove dove comunque eravamo competitivi. La partenza è stata molto buona e subito nei primi giri sono riuscito a prendere un buon margine. Negli ultimi giri mi sono… rilassato un pò troppo, ho rallentato e Valentino mi è arrivato molto vicino. La vittoria è comunque arrivata e questa per me è una bella sensazione“.

MotoGP Laguna Seca: Valentino Rossi “Felice del secondo posto”

6 luglio 2009 

Pubblicato in In primo piano, MotoGP, Motomondiale

Valentino Rossi davanti a Jorge Lorenzo
Non era proprio a posto, specie nel T4. Valentino Rossi, nonostante questi piccoli/grandi problemi di set-up, è riuscito a conquistare il secondo posto a Laguna Seca, arrivando addirittura a tre decimi dal vincitore Dani Pedrosa. Deluso? Niente affatto: sono venti punti importanti per il campionato, dove resta leader con 9 e 16 punti di vantaggio rispettivamente su Jorge Lorenzo e Valentino Rossi che hanno chiuso alle sue spalle.

Il secondo posto va bene, posso esser felice di questi 20 punti“, commenta Valentino Rossi. “Non eravamo al 100 % oggi, in particolare abbiamo sofferto nella prima parte di gara. Sul finale, spinto anche da Lorenzo che andava molto forte, ho alzato il ritmo e sono riuscito anche ad avvicinare Pedrosa. Ha rallentato all’improvviso, ero quasi arrivato a passarlo ma era ancora un pò troppo lontano, il rischio era inevitabile“.

Con una visione più generale sul campionato, il 100 volte vincitore di un Gran Premio si è detto soddisfatto perchè, d’altronde, è importante la costanza di rendimento quest’anno.

Il vantaggio in campionato è aumentato e questo non è di certo male. Quest’anno conta esser costanti, ed in più abbiamo dimostrato ultimamente che se siamo in condizione riusciamo a vincere, altrimenti siamo comunque competitivi“.

MotoGP Laguna Seca: Jorge Lorenzo “Potevo anche vincere”

6 luglio 2009 

Pubblicato in In primo piano, MotoGP, Motomondiale

Jorge Lorenzo all'ingresso del Cavatappi
Chi si aspettava un Jorge Lorenzo così veloce a Laguna Seca nonostante l’infortunio conseguente alla caduta nelle qualifiche ufficiali? Nessuno. Probabilmente neanche lo stesso pilota maiorchino, che nei 32 giri è riuscito a portare a casa un insperato terzo posto. Soddisfatto? Non proprio: per sua stessa ammissione poteva addirittura… vincere, senza quell’errore nel tentativo di passare Valentino Rossi a cinque tornate dal termine.

Penso che questo sia uno dei miei Gran Premi migliori“, ha detto Lorenzo. “Oggi ho fatto del mio meglio con le condizioni che mi trovavo: mi faceva molto male alla spalla destra, e di conseguenza non avevo molta forza. Sul finale ho cercato di non pensarci e ho dato del mio meglio, ho provato a passare Valentino, ma sono finito un pò lungo. Penso che senza quell’errore potevo addirittura vincere“.

Il pilota Fiat Yamaha può comunque ritenersi soddisfatto del terzo posto, che lo tiene a contatto in classifica generale: sono solo nove i punti che lo separano da Valentino Rossi.

Il terzo posto comunque va bene per come mi sentivo, sono punti importanti. Devo ringraziar la Clinica Mobile perchè a loro devo questo risultato, perchè mi hanno messo nelle condizioni di correre e di far bene“.

MotoGP Laguna Seca: Casey Stoner “Gara da dimenticare”

6 luglio 2009 

Pubblicato in In primo piano, MotoGP, Motomondiale

Casey Stoner a Laguna Seca
Una prima parte di gara competitiva, poi per Casey Stoner il classico “calo” di metà gara, anche se con motivazioni diverse. Non è ovviamente felice l’australiano, e dopo aver concluso la gara di Laguna Seca in quarta posizione ha espresso il proprio disappunto.

E’ stato davvero un fine settimana da dimenticare“, commenta Stoner. “Non posso esser felice della quarta posizione, perchè c’era il potenziale per far di più. Se non altro abbiamo limitato i danni per la classifica, siamo ancora vicini“.

Più nel dettaglio l’australiano del Ducati Marlboro Team ha spiegato cosa non è andato per il vero giusto a Laguna Seca, in particolare da un punto di vista fisico dove, ancora una volta, ha sofferto.

Ero meno sfinito al termine della corsa rispetto alle ultime gare, ma facevo fatica a mantenere la concentrazione, ero un pò stordito sul finale. In più il braccio sinistro ha perso sensibilità nella seconda parte di gara, forse per l’eccessivo sforzo, forse perchè con l’operazione al polso non mi consente di muoverlo più di tanto. Adesso dobbiamo comunque capire quali sono le cause di questi problemi perchè non voglio più correre in questo modo“.

Domani, infatti, sarà a San Francisco in una clinica specializzata per verificare e prender coscienza dei problemi che lo attanagliano da un mese a questa parte.

MotoGP: le dichiarazioni dei piloti dopo la gara di Laguna Seca

6 luglio 2009 

Pubblicato in Interviste

Il podio di Laguna Seca
Solo dodici piloti sul traguardo complici scivolate, cadute e, addirittura, una squalifica. In ogni caso il Gran Premio di Laguna Seca ha avuto tanti protagonisti, a cominciare dal vincitore, il primo a parlare al termine della corsa che lo ha visto per la prima volta vincitore quest’anno davanti a Valentino Rossi e Jorge Lorenzo.

Dani Pedrosa (Repsol Honda Team)

“E’ fantastico esser tornato alla vittoria, era da tanto tempo che non ci riuscivo. Dalla caduta del Sachsenring ho sofferto molto, ci sono stati diversi infortuni e non riuscivo a guidare come volevo. Adesso finalmente ho riconquistato la vittoria ed è un bel momento per me, la Honda e la squadra. La gara è iniziato bene, la partenza è stata buona ed il mio ritmo è stato subito molto veloce. Nei primi giri sono riuscito a guadagnare un buon margine, dato che il passo era migliore rispetto a quello delle prove. Sul finale ho rallentato un pò troppo e Valentino mi ha raggiunto, ma comunque è arrivata la vittoria e questa per me è una grande giornata”.

Valentino Rossi (Fiat Yamaha Team)

La prima metà del GP è stata piuttosto difficile, perché oggi non eravamo al cento per cento. Non mi aspettavo un Pedrosa così veloce. Non c’è stato molto che da fare per tenere il suo passo, all’inizio. Gli ultimi dieci giri sono stati emozionanti: Lorenzo spingeva talmente tanto alle mie spalle, da costringermi ad alzare il ritmo. Proprio allora Pedrosa ha rallentato, ed all’improvviso me lo sono trovato proprio davanti… Ho pensato ci fosse una possibilità di superarlo all’ultima curva. Però, sfortunatamente, ero appena appena troppo lontano, ed il rischio sarebbe stato notevole. Il secondo posto oggi mi va bene, perché non eravamo a postissimo. Nel setting mancava qualcosa, e questo è sempre un tracciato difficile. Insomma, dobbiamo essere felici di questi 20 punti. Abbiamo incrementato il vantaggio in classifica generale, che è buona cosa. In più, abbiamo dimostrato che quest’anno siamo forti anche quando non tutto è perfetto. Questa continuità è la cosa più importante, in prospettiva campionato. Sono contento che ci sia, adesso, modo di riposare un po’, perché si è trattato di due settimane intensissime, e le prossime due gare saranno estremamente importanti, visto che siamo tutti così vicini in classifica“.

Jorge Lorenzo (Fiat Yamaha Team)

“Faccio sempre del mio meglio, e penso di averlo dimostrato anche oggi, viste le condizioni in cui mi trovavo. Sono orgoglioso di me stesso, e considero questo uno dei miei GP migliori. Il piede era a posto, ma la spalla destra faceva molto male. Come conseguenza, non avevo molta forza alla mano destra, e dovevo compensare con la sinistra. Sono veramente stanco. Voglio ringraziare la Clinica Mobile: è merito loro se ho finito la gara. Dopo un po’, mi sono scordato del dolore, e volevo semplicemente mettercela tutta. Sapevo che era possibile superare Valentino. Sfortunatamente, ho trovato una gobba proprio in staccata, la ruota posteriore si è mossa, e sono stato fortunato a non cadere. Forse, senza quest’errore, se ce l’avessi fatta a superarlo, magari sarebbe anche stato possibile vincere; però, date le circostanze, il terzo posto mi va bene, e sono buoni punti guadagnati. Adesso c’è un po’ di tempo per recuperare; sto bene, e spero di essere nuovamente al meglio per il Sachsenring“.

Pedrosa e Rossi sul podio

Casey Stoner (Ducati Marlboro Team)

Un fine settimana da dimenticare. Non posso essere contento di questo quarto posto anche se ci consente di limitare i danni in termini di classifica mondiale. Oggi alla fine della gara mi sentivo meno sfinito rispetto alle due precedenti ma sicuramente non sono ancora a posto. Negli ultimi giri facevo davvero fatica a mantenere la concentrazione, mi sentivo un po’ stordito. Il braccio sinistro tra l’altro da metà gara si è intorpidito, probabilmente messo molto sotto sforzo dal fatto che questa pista ha molte curve a sinistra e il polso operato non mi consente di fare tutto il movimento necessario. Mi spiace tantissimo, senza tutti questi problemi avremmo potuto fare decisamente meglio. Adesso cercheremo di capire di cosa si tratta perché non mi piace correre in questo modo“.

Nicky Hayden (Ducati Marlboro Team)

Qui ho vinto due volte ed essere così felice per un quinto posto può sembrare un po’ strano, ma, ragazzi, quanta fatica e quanto lavoro è servito per arrivare a questo punto quindi oggi sono davvero felice e voglio godermi questa sensazione. Esser qui a casa mia, aver ottenuto un risultato “solido” essermi divertito, è bello. Un grande grazie a tutti i ragazzi del mio team, alla Ducati e a tutti quelli che durante questa stagione anche nei momenti più difficili ha continuato a credere in me. Nelle ultime due gare si erano già visti dei progressi, abbiamo continuato a crederci e a lavorare ed è arrivato questo quinto posto. Lo accetto volentieri, spero che sia l’indicazione che arriveranno risultati ancora migliori durante la stagione“.

Toni Elias (San Carlo Honda Gresini)

Non è stato un brutto risultato e penso che non potevamo far di più, dato che il mio passo era lo stesso delle prove, quando ero riuscito ad andar veloce solo per 1 o 2 giri. La mia speranza era che il ritmo dei primi non fosse così competitivo, ma sono riusciti a far meglio rispetto ai turni dei giorni scorsi. Ad ogni modo questo fine settimana è stato migliore rispetto alle ultime gare e così il risultato, anche se dobbiamo far meglio“.

Colin Edwards (Monster Yamaha Tech 3)

Per me è importante aver concluso la mia centesima gara a punti nel mio Gran Premio di casa. Di certo mi aspettavo di più dal settimo posto, ma è stata una gara dura sul piano fisico perchè la moto era inguidabile. Ho dovuto forzare di più per tenere il ritmo dei primi, dato che continuamente la moto perdeva all’anteriore. Adesso sono molto stanco, non mi resta che aspettare la prossima gara“.

Randy De Puniet (LCR Honda MotoGP)

Sono chiaramente soddisfatto perché era impossibile fare meglio di così partendo dalla quarta fila in queste condizioni su un tracciato così complicato. Fin dalla prove di Venerdì la moto era difficile da governare soprattutto in curva e abbiamo fatto il possibile per sistemarla al meglio ma alla fine non era al 100%. Io non sono partito bene e nei primi giri c’era un po’ di traffico ma poi ho cominciato a girare forte e a passare alcuni avversari. Abbiamo deciso di partire con una gomma posteriore più morbida e questa scelta ci ha agevolati molto nella prima parte ma poi, a dieci giri dal termine, il pneumatico era davvero consumato ed era stupido rischiare. Questo è un altro risultato importante per me e la squadra visto che ora sono 9° in classifica“.

De Angelis davanti a Melandri

Alex De Angelis (San Carlo Honda Gresini)

Abbiamo apportato alcune modifiche alla moto oggi nel Warm Up, ma con temperature diverse non hanno dato i responsi sperati. Nei primi giri ho dovuto lottare con la moto, si muoveva parecchio, mentre nell’ultima parte di gara sono riuscito a spinger di più. Pensavo che sarei riuscito a stare con Vermeulen e giocarmi l’ottavo posto, ma non è stato possibile e l’unica soddisfazione è che abbiamo portato a casa qualche punto“.

Niccolò Canepa (Pramac Racing)

Dura gara oggi per noi. Nei primi giri proprio non riuscivo a spingere di più perché non sentivo molto grip con l’anteriore, inoltre ho visto molti piloti scivolare e ho pensato che le condizioni della pista in quel momento non fossero al meglio. Una volta che il pneumatico anteriore si è scaldato era troppo tardi perché mi sono trovato praticamente da solo. Ho mantenuto il ritmo di ieri pomeriggio in qualifica, ma non è bastato per agganciare i piloti che mi procedevano. Cercheremo di rifarci al Sachsenring tra due settimane“.

Andrea Dovizioso (Repsol Honda Team)

Sono molto deluso perchè sono convinto che questa sarebbe stata una buona gara per noi. Il mio ritmo era veloce, nei primi giri ho infatti cercato di stare vicino ai primi. Quando ero vicino a Rossi ho toccato con la leva della frizione dei paletti che delimitano il tracciato nel curvone dopo il traguardo: la leva si era piegata e così non avevo il feeling giusto per controllare il freno motore. Nei giri successivi ho rischiato diverse volte di finire a terra fino a quando ho perso l’anteriore. E’ stato davvero un peccato perchè potevamo far bene“.

James Toseland (Monster Yamaha Tech 3)

Non c’è altro da dire se non che è stata una settimana dura. Sulla penalizzazione non so, dalle riprese televisive non si riesce a capire molto. In gara io non pensavo di esser partito in anticipo, e così mi sono concentrato solo sulla gara e a prendere i piloti davanti a me. Quando ho visto la bandiera nera mi son dovuto fermare, è stato una brutta battuta d’arresto e spero di rifarmi in Germania“.

Capirossi precede Stoner

Loris Capirossi (Rizla Suzuki MotoGP)

Sono davvero deluso per come è andata, perchè abbiamo lavorato con tanto impegno in questo fine settimana per trovar il miglior set-up alla moto e pensavo che fosse tutto ok dopo il Warm Up. Ho iniziato bene e nei primi giri ero molto aggressivo per recuperar posizioni, ma poi sono scivolato. Mi dispiace per la squadra che ha lavorato molto bene, anche se all’inizio non abbiamo mai trovato una buona soluzione“.

Gabor Talmacsi (Scot Racing Team MotoGP)

Il feeling era ottimo, ed il ritmo buono. All’improvviso, ed ero quindicesimo, mi si è chiuso il davanti. Non so perché. Sto bene: nessun danno. Però, è veramente una disdetta, perché ero in condizione di fare un buon risultato per me. Comunque, il setup mi lascia fiducioso per le prossime gare“.

MotoGP: il mistero attorno a Dani Pedrosa, anche nelle vittorie

6 luglio 2009 

Pubblicato in Focus

Dani Pedrosa festeggia la vittoria
Messo in discussione, per qualcuno messo addirittura alla porta, nei giochi di preferenza della Spagna e della Honda. Dani Pedrosa in questi anni è sempre stato, da qualcuno e per qualcuno, nella graticola, spesso per ragioni ingiustificabili. Con il successo di Laguna Seca, sofferto ed inaspettato, il campione catalano avrà almeno due settimane di tregua. Il secondo pilota in attività ad aver raccolto più successi nel Motomondiale (30, dietro all’irraggiungibile Valentino Rossi) è capace di queste prestazioni, di questi colpi di talento, più che di genio. Insomma, quel che ci è stato presentato in questi anni è un pilota che ha pagato dazio per le scelte, comprensibili e allo stesso tempo discutibili, di chi sta gli attorno. La stampa internazionale, ed una buona parte di quella spagnola (dove c’è un netto bi-partitismo di appartenza tra i “pro-Pedrosa” e i “pro-Lorenzo”), gli ha voltato le spalle in questi anni, raccontando di lui come un pilota che non vuol far saper nulla, che sta lontano dai riflettori, che preferisce non parlare e offrire chiarimenti ai propri momenti difficili, agli infortuni. Fatto oggettivo, niente da dire: c’è sempre per gli addetti ai lavori un “alone di mistero” quando si parla di lui.

D’altrone vige un muro attorno a Pedrosa, costruito da Alberto Puig. Lo ha scoperto, lo ha portato al mondiale e alla conquista di tre campionati, diventandone manager, mentore, migliore amico. Già, un rapporto che va al di fuori del lavoro. “Daniel è un pilota speciale”, dichiarò Puig, “ho puntato su di lui e ho instaurato un rapporto unico che non si ripeterà per nessun altro pilota“. Ai tempi da responsabile della sponsorizzazione e attività di Telefonica Movistar nel mondiale (prima del “tradimento” in favore della Repsol), Puig ha scelto il giovanissimo Daniel Pedrosa Ramal, probabilmente per cercare di ottenere quei risultati che da pilota non ha mai raggiunto. L’ha preso da ragazzino: la sua famiglia, di basse (nulle) disponibilità economiche, decise di portarlo alle selezioni della “Movistar Cup”. Si racconta che il baby-Dani non riusciva a salire in sella, e che in quel giorno a Valencia non risultò nemmeno il migliore. Alberto Puig, che doveva/voleva puntare su qualcuno, scelse lui nel programma, che negli anni vide anche altri piloti. Si dimentica spesso del fatto che a lui bisogna, nel bene e nel male, tra interessi e programmi apprezzabili, dir grazie per aver dato una possibilità a piloti come Elias, Olive, Marquez, Smith, Aoyama, Stoner (sì, proprio lui, altrimenti in Europa non sarebbe mai arrivato).

In questa vasta schiera di talenti e campioni più o meno affermati, Puig scelse Pedrosa come “pupillo”. Con ragione, da un suo punto di vista, con risultati che sono comunque lì a testimoniare la bontà del pilota: tre titoli mondiali in tre anni tra 125 e 250, quinto, secondo e terzo in tre stagioni in MotoGP. C’è però qualcosa che non va in Pedrosa nel rapporto con il mondo intero: protetto Dorna? Protetto Honda? Favorito, all’epoca, dalla Michelin? Più che altro, “prescelto”. Quando queste voci sono circolate e riportate nelle TV e stampa d’Europa, Alberto Puig ha deciso di instaurare un “muro” attorno al proprio assistito. Per proteggerlo, perchè lui ha i poteri per farlo, perchè lui lo conosce meglio di chiunque altro.

Il “muro” ha fatto scrivere tanto in questi ultimi mesi, ponendo a tutti la domanda sul perchè la Honda (e lo sponsor) abbiano puntato e continuano a farlo su di un pilota che di titoli, almeno nella top class, non ne ha portati. In più non entusiasma più le folle, è l’esatto opposto di quello che si definisce “macchina da spettacolo”. Manca di grinta, si accontenta, c’è sempre qualcosa che non gli consenta di esser il riferimento. Anche si esprimersi al meglio, dopo l’imposizione proprio di Puig di “non rischiare eccessivamente” in seguito agli errori di Istanbul e Estoril 2006 (e, più recentemente, Sachsenring 2008). Con Laguna Seca Dani Pedrosa ha dimostrato, dopo un periodo lungo, lunghissimo di molte ombre e poche luci con tre operazioni nell’arco di 6 mesi, del perchè i top rider della MotoGP lo eleggono sempre come pilota duro da affrontare, velocissimo, più della sua reputazione globale.

Lo ha fatto notare, con parole sottili (ma chiare) tra le righe, nelle dichiarazioni post-gara: chi fa vincere la Honda dal 2007 a questa parte, è lui, nel bene e nel male. Anche l’arrivo di Andrea Dovizioso non ha destabilizzato le gerarchie all’interno della HRC: classifica e risultati parlano chiaro. Eppure è sempre lì in discussione per l’opinione pubblica, già fuori dalla Honda e Repsol che gli potrebbe preferire Lorenzo. Intanto una vittoria è arrivata, nella prima gara perfetta dove, sin dal venerdì, aveva detto di esser a posto fisicamente e tecnicamente, per la prima volta quest’anno. C’è stato il “brivido” finale della rimonta di Rossi, ma c’è anche la gioia della Honda, che adesso non può non confermarlo per il futuro, almeno fino a quando non c’è nessuno che, realmente, può stargli davanti con quella moto, con quella squadra, con quella situazione di “potere” e “privilegio” che ora non c’è più. Se c’è stata, o se era un “muro”.

Alessio Piana

MotoGP Laguna Seca Gara: Pedrosa batte Rossi in volata

5 luglio 2009 

Pubblicato in In primo piano, MotoGP, Motomondiale

Dani Pedrosa vince a Laguna Seca
Quando parte in testa e nei primi giri riesce a guadagnare un buon margine è imprendibile, nonostante un brivido finale, nonostante un mezzo miracolo di Valentino Rossi. Dani Pedrosa, velocissimo, è dal 2007 a questa parte l’unico che riesce a far volare la Honda in MotoGP, fino portarla al successo a Laguna Seca per la prima affermazione stagionale della casa dell’ala dorata. Un successo, il 30° in carriera (settimo nella classe regina, secondo tra i piloti in attività dietro solo a Rossi), maturato un pò a sorpresa, un pò per dare un seguito ai progressi mostrati nelle ultime gare e, specialmente, questo fine settimana. Sin dal primo turno di prove Pedrosa ha mostrato un buon ritmo: non tanto la prestazione assoluta in sè, quanto con un rendimento esaltato in gara da una condotta semplicemente esemplare. Una partenza che può risultar “scontata”, la solita del pilota catalano: primo alla prima curva, un proiettile dalla quarta posizione in griglia. Va poi spiegato che in 200 metri di piega a sinistra, con un dislivello notevole, scavalcando all’esterno Rossi, Stoner e Lorenzo non è proprio cosa da tutti. Lo è per Pedrosa che consegna così la prima vittoria in questo 2009 alla Honda, riportandosi a 59 punti dalla vetta in classifica, per una gara che sarebbe stata altrimenti fallimentare: Dovizioso ripete il “vizio” di volare a terra gettando al vento ottime occasioni, Elias fa progressi, ma è comunque sesto con la RC212V “Factory Spec.” del team Gresini.

Pedrosa vince e, volendo, si ripropone tra i protagonisti di un mondiale che riconferma la forza della Yamaha, sul podio con Valentino Rossi ed uno straordinario Jorge Lorenzo, terzo dopo volo e infortunio di 24 or sono. Il maiorchino è stato a dir poco eccezionale, tanto da ritrovarsi con l’occasione di passare il compagno di squadra a cinque tornate dal termine. L’errore è costato un potenziale secondo posto ed una… vittoria, dato che il 100 volte vincitore di un GP è arrivato all’ultimo giro attaccato al codino della Honda RCV di Pedrosa. Solo tre miseri decimi hanno separato i due sul traguardo, per i 32 giri più caldi ed intensi della stagione.

Che dire di Casey Stoner? Quarto, stringendo i denti, ma con la visita di domani nella Clinica di San Francisco vista un pò come una tappa a Fatima: doveroso, per lui, per la Ducati, per il campionato in sè trovar coscienza ed un rimedio a questi problemi che lo attanagliano da un mese a questa parte. Una prima parte di gara da Leone, un finale da depressione, quarto e… ultimo, dato che poi c’è un’altra “classe” vinta da Nicky Hayden, ispirato dalla gara di casa e dalla livrea “americana” della sua Ducati. La miglior gara stagionale, una prestazione positiva davanti ad Elias, Edwards e Vermeulen, due che in questi anni in California erano grandi protagonisti. Non c’è stato nulla da fare invece per Loris Capirossi, scivolato subito al secondo giro, e per Marco Melandri, comunque nella top ten con una Kawasaki adesso sì da definirsi, priva di sviluppi, “reperto storico”. Qualche punticino per Niccolò Canepa, dodicesimo, favorito dai vari ritiri, ma comunque a 1′18″ dalla vetta.

Cronaca di Gara

All’esterno Dani Pedrosa riesce a prender il comando alla curva 1, chiudendo in testa anche all’Andretti Hairpin davanti a Stoner, Rossi, Elias, Dovizioso e Lorenzo partito non benissimo. Subito schermaglie al comando, con Rossi che si fa largo su Stoner proprio lì, proprio al Cavatappi, prendendo la seconda posizione alle spalle della Honda #3 di Pedrosa. Il primo giro si chiude con lo spagnolo leader su Rossi, Stoner, Dovizioso risalito al quarto posto a preceder Lorenzo, Elias, Hayden e Capirossi: non si registrano cadute e/o contatti. In archivio anche il secondo giro e Stoner scavalca in prossimità del traguardo Rossi, reagendo e rispondendo subito all’attacco del “Dottore” in un compatto gruppo di testa. In fondo si registra invece la caduta di Gabor Talmacsi, al primo errore nella sua esperienza in GP, mentre Loris Capirossi si ritira in seguito ad una scivolata.

Partenza anticipata di James Toseland, ride through comminatogli dai commissari di gara per una gara che si prospetta in salita. Finita invece per Andrea Dovizioso, scivolato al settimo giro all’ingresso della curva numero 6, e per Sete Gibernau, con un analogo errore. La classifica? Pedrosa comanda con minimo margine su Stoner e Rossi, segue Lorenzo, seguono più staccati Elias ed un redivivo Hayden, ispirato dalla gara di casa e dalla livrea “Stars and Stripes” della propria Ducati Desmosedici. Non si ferma invece per la penalità James Toseland, bandiera nera e la California diventa maledetta per “Giacomino”, il quale prova a scontare il ride through con discreto ritardo.

Si ritorna al comando e Rossi scavalca Stoner nel corso dell’undicesimo giro: l’australiano resta attaccato alla Yamaha #46, entrambi a 2″6 da Pedrosa che sta letteralmente volando e, attenzione, Lorenzo è in deciso recupero. Più che guadagnar il maiorchino, perde l’australiano, probabilmente per i soliti problemi delle ultime gare tanto da dover aprire la porta e farsi passare da Lorenzo. Classifica quindi con l’imprendibile (o forse no) Pedrosa in vetta, Rossi che gli recupera qualcosa e Lorenzo “miracolato” terzo davanti a Stoner: segue, dopo la musica, Nicky Hayden, indubbiamente alla miglior prestazione stagionale.

L’ultima parte di gara resta comunque imprevedibile grazie ad un Lorenzo fantastico, tanto da recuperare e provare a passare Rossi per la seconda posizione: tentativo mal riuscito a cinque tornate dal termine, resta un podio che gli fa onore alle spalle di Rossi e del vincitore, Dani Pedrosa, alla prima affermazione stagionale. Proprio all’ultimo Valentino è stato in grado di arrivare a ridosso del catalano, che nonostante un “brivido” ha avuto la meglio per 3 decimi, depauperando i 3″5 di vantaggioc he aveva verso metà gara.

Alessio Piana

MotoGP Laguna Seca Warm Up: Casey Stoner velocissimo

5 luglio 2009 

Pubblicato in In primo piano, MotoGP, Motomondiale

Casey Stoner il più veloce nel Warm Up
Verrebbe da dire che il ragazzo sta bene, non fosse che, davvero, la sua condizione fisica non raggiunge nemmeno l’80 %. Casey Stoner ha fatto registrare il miglior tempo nel Warm Up: cinque giri, ed ecco il crono di 1′21″918. Ne ha fatto poi un altro sempre con pneumatici di mescola morbida, così per vedere se il dolore all’inguine poteva consentirgli di correre, per poi rientrare i box, abbassare la serranda, consegnare agli avversari un segnale inequivocabile. La forza di Stoner è la velocità pura, la disdetta di Valentino Rossi, secondo in classifica, il T4. Arriva anche con due decimi di vantaggio al terzo intertempo, salvo poi perdere mediamente 3 decimi sul rivale australiano. Insomma, rispetto a ieri la situazione non è stata risolta, con ancora da bilanciare la sua M1 particolarmente nelle curve 10 e 11.

Dall’altra parte del box Fiat Yamaha c’è invece apprensione per Jorge Lorenzo, in grado di spiccare il quinto tempo con 13 giri percorsi, ma visibilmente stanco e sofferente. La gara per lui resta a rischio, non il massimo dato gli ultimi risultati utili consecutivi. Laguna Seca d’altronde è il GP più impegnativo ed il circuito che ogni turno vede qualcuno cadere: nei 20 minuti del Warm Up è successo a Marco Melandri e Toni Elias, con moto distrutte, ma apparentemente senza problemi fisici.

Da segnalare il terzo tempo di Dani Pedrosa, arrivato lungo al “Corkscrew” con la sua RC212V che si è successivamente ammutolita, mentre Andrea Dovizioso è sesto, Melandri ottavo nonostante il volo, Capirossi 14° e Canepa penultimo davanti a Gabor Talmacsi. Settimo Nicky Hayden che, come da previsioni, ha svelato la livrea “americana”, riprendendo la colorazione della 848 a lui dedicata da Ducati North America.

MotoGP World Championship 2009
Laguna Seca, Classifica Warm Up

01- Casey Stoner - Ducati Marlboro Team - Ducati Desmosedici GP9 - 1′21.918
02- Valentino Rossi - Fiat Yamaha Team - Yamaha YZR M1 - + 0.080
03- Dani Pedrosa - Repsol Honda Team - Honda RC212V - + 0.334
04- Colin Edwards - Monster Yamaha Tech 3 - Yamaha YZR M1 - + 0.541
05- Jorge Lorenzo - Fiat Yamaha Team - Yamaha YZR M1 - + 0.594
06- Andrea Dovizioso - Repsol Honda Team - Honda RC212V - + 0.596
07- Nicky Hayden - Ducati Marlboro Team - Ducati Desmosedici GP9 - + 0.859
08- Marco Melandri - Hayate Racing Team - Kawasaki ZX-RR - + 1.133
09- Randy De Puniet - LCR Honda MotoGP - Honda RC212V - + 1.218
10- James Toseland - Monster Yamaha Tech 3 - Yamaha YZR M1 - + 1.290
11- Chris Vermeulen - Rizla Suzuki MotoGP - Suzuki GSV-R - + 1.363
12- Toni Elias - San Carlo Honda Gresini - Honda RC212V - + 1.442
13- Alex De Angelis - San Carlo Honda Gresini - Honda RC212V - + 1.503
14- Loris Capirossi - Rizla Suzuki MotoGP - Suzuki GSV-R - + 1.706
15- Sete Gibernau - Grupo Francisco Hernando - Ducati Desmosedici GP9 - + 1.765
16- Niccolò Canepa - Pramac Racing - Ducati Desmosedici GP9 - + 2.245
17- Gabor Talmacsi - Scot Racing Team MotoGP - Honda RC212V - + 2.353

Alessio Piana

MotoGP Laguna Seca: Lorenzo e Stoner in pista nel Warm Up

5 luglio 2009 

Pubblicato in In primo piano, MotoGP, Motomondiale

Jorge Lorenzo verso il Cavatappi
Semaforo verde per il Warm Up della MotoGP a Laguna Seca, e la buona notizia arriva dai due piloti caduti ieri nelle qualifiche ufficiali. Jorge Lorenzo e Casey Stoner sono scesi in pista, così da poter verificare la condizione fisica in previsione della gara che scatterà alle 14:00 in punto, le 23:00 in Italia. Entrambi hanno deciso di prender subito coscienza del proprio stato fisico, che sembrerebbe consentirgli di correre nel pomeriggio.

Jorge Lorenzo, lo ricordiamo, ha rimediato una una sublussazione acromioclavicolare destra ed una contusione alla caviglia destra, alle quali si è aggiunta la frattura in un dito del piede destro. Il primo giro del Warm Up, per lui, è stato percorso a “passo d’uomo”.

Discorso diverso per Casey Stoner, che ha rimediato un colpo all’anca destra e una botta all’altezza del linguine che, in moto, si fa sentire eccome. Piccola particolarità, la Ducati Desmosedici dell’australiano ha mostrato una speciale “targa” della California sul codino, con scritto ovviamente “Casey”.

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