BSB: Tommy Hill ripercorre l’ultimo giro di Brands Hatch

9 novembre 2011 

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Si è meritatamente laureato Campione del British Superbike 2011 per soli 2 punti, ma soprattutto per sei millesimi sul traguardo. Questa l’impresa di Tommy Hill, finalmente sul Trono d’Inghilterra dando vita in Gara 3 a Brands Hatch GP all’ultimo giro più spettacolare, fantastico, emozionante nella storia della categoria e, forse, del motociclismo. Il pilota Swan Yamaha ha voluto ripercorrere le emozioni dell’ultimo weekend della stagione 2011 dando spazio, ovviamente, a questo incredibile ultimo giro…

A Brands Hatch c’era tutto in palio. Se nell’arco della stagione ho cercato di mantenere una buona costanza di rendimento, nell’ultimo weekend ero costretto a dare il 100 %: dovevo per forza stare davanti a Hopkins, anche perchè c’erano altri tre piloti potenzialmente in corsa per il titolo. In Gara 1 John ha concluso davanti a me, ma non ero sotto pressione: sapevo di avere un buon passo per le successive due manche, sono stato soltanto un pò sfortunato alla partenza.

Ero convinto domenica di giocarmi la vittoria, non sono mai stato realmente sotto pressione, nè tantomeno non ho mai dubitato sulle mie possibilità di vincere il campionato. In Gara 2 Hopkins ha avuto problemi alla moto, ho sfruttato l’occasione e ho conquistato punti importanti, così da presentarmi in Gara 3 senza dover fare calcoli: chi stava davanti tra noi due si sarebbe laureato campione.

Quell’ultimo giro di Gara 3 è stato qualcosa di incredibile, penso ci siamo sorpassati sei o sette volte. Per tutto l’anno ci siamo dati battaglia, è stato clamoroso vincere per soli 6 millesimi. Poteva finire in tutti i modi, potevo anche perdere il titolo, ma a quel punto sarei comunque stato soddisfatto di me: con John abbiamo dato vita ad una delle gare più belle della storia“.

BSB: Hill Vs Hopkins, il campione 2011 Tommy Hill

12 ottobre 2011 

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Fino a quell’ultimo, fantastico, entusiasmante giro di Gara 3 a Brands Hatch, Tommy Hill era universalmente riconosciuto come uno dei piloti di maggior talento del “circus Superbike”, ma tra i più sfortunati degli ultimi anni. E perdenti, doverosa aggiunta ripensando al titolo cestinato nel 2010 per un proprio errore a Oulton Park dopo esser ritrovato, a stagione in corso, con più di 50 punti di vantaggio nei confronti dei suoi più diretti inseguitori. Tommy non sa reggere la pressione: non è un vincente, non ha la testa e la freddezza per diventare un campione, non ce la farà mai.

Con un ultimo giro, per 2 punti e 6 millesimi, è cambiata la storia di una stagione e, se vogliamo, la carriera di Tommy Hill. I fantasmi del passato si sono dissipati, ora il pilota Swan Yamaha è il nuovo Campione 2011 del British Superbike, il primo titolo in carriera da professionista, ma soprattutto non è più quel pilota che sprecava l’impossibile. Ha tenuto i nervi saldi, non ha perso la testa, ha risposto colpo-su-colpo a tutti gli attacchi di un pilota affermato come John Hopkins. Non si è mai perso d’animo, ha superato il doppio-infortunio del 2008 nel Mondiale Supersport (KO nei test invernali, al rientro frattura del femore), un biennio difficile dove si era ritrovato a tratti senza una moto e, lo scorso anno, la cocente delusione dell’errore di Oulton Park.

Questo titolo se l’è dovuto sudare, faticando forse più del dovuto, ma senza dubbio adesso se lo può godere da meritevole campione se guardiamo alla classifica escludendo il format dello “Showdown”. Oggi Tommy è campione in tutto e per tutto, ha reagito alle difficoltà di questi anni, ad un infortunio a 2011 in corso (caduto nell’olio lasciato da un’altra moto nel Warm Up di Oulton Park dopo la conquista della pole position), al miglior John Hopkins di sempre. Adesso è campione BSB, un campione a tutti gli effetti.

Per me è come una liberazione!“, ha ammesso Tommy Hill. “Non si possono descrivere le sensazioni di questi momenti: sono sotto shock sia per la conquista del titolo, sia per la battaglia con John (Hopkins). E’ stata sicuramente la stagione del British Superbike più competitiva di sempre ed io sono davvero felice di diventare campione proprio quest’anno e di farlo con una squadra che, dal 2009, non ha mai smesso di credere in me anche se abbiamo preso strade diverse nel recente passato. Non so cosa succederà nel futuro, per il momento voglio soltanto festeggiare questa vittoria“.

Tommy Hill, che ha voluto dedicare questo trionfo alla memoria del suo grande amico Craig Jones (persa la vita proprio a Brands Hatch nel 2008), ha consegnato il primo titolo al team di Shaun Muir, riuscendoci in sella ad una Yamaha che lo ha accompagnato per gran parte della propria carriera. Nel 2004, fresco della vittoria nella Yamaha Virgin Cup 2003, aveva esordito nel BSB proprio con il team Virgin Yamaha di Rob McElnea, squadra con la quale ha militato fino al 2007 conquistando una Superpole da wild card nel Mondiale Superbike a Silverstone nel 2006.

Dopo una comparsata nel Mondiale Supersport 2007 con la Yamaha ufficiale, nel 2008 passa a Honda Althea nella medesima categoria, ma di fatto non correrà mai per un doppio infortunio tra test invernali e al ritorno in sella al Nurburgring (centrato al via da Arne Tode). Nel 2009, promosso in Superbike sempre con la formazione capitolina, conquista qualche punto e nulla più: chiude quest’avventura “mondiale” e torna nel BSB part-time prima con Crescent Suzuki (vittoria sfiorata a Mallory Park in sostituzione di Sylvain Guintoli), successivamente proprio con il team Hydrex Honda (oggi Swan Yamaha) di Shaun Muir. Il resto è storia recente: nel 2010 è contendente al titolo con Crescent Suzuki, quest’anno centra l’obiettivo inseguito da 8 lunghissime stagioni. Arriverà presto una seconda chance nel mondiale?

BSB: Hill Vs Hopkins, lo “sconfitto” per il titolo John Hopkins

12 ottobre 2011 

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Di questi tempi, dodici mesi or sono, John Hopkins era appena tornato in azione nell’American Superbike, sfiorando la vittoria in Gara 2 al Barber Motorsports Park con la GSX-R 1000 del team M4 Suzuki. Cullava il sogno di tornare in MotoGP o nel Mondiale Superbike, ma realisticamente era consapevole di doversi ritrovare come pilota e, se vogliamo, anche come persona. Anche per questo “Hopper”, da un triennio nel giro che conta, aveva deciso di correre nel British Superbike con il Crescent Racing, formazione composta da gente che conosce bene per i trascorsi con Suzuki in MotoGP (Paul Denning su tutti) e che riponeva massima fiducia in lui.

Non è stata una scelta facile, a maggior ragione dopo un 2010 passato più in infermeria che in sella ad una moto. Un delicato intervento chirurgico al polso destro infortunato che lo ha fatto soffrire negli ultimi anni, ritrovandosi addirittura ad un certo punto a seguire le indicazioni di tre specialisti: appendere il casco al chiodo e dedicarsi ad altro.

Hopkins, dopo qualche iniziale indecisione, ci ha ripensato ed oggi, insieme a Tommy Hill, ha regalato agli appassionati una delle più belle gare nella storia del motociclismo. Non ha vinto il titolo nel BSB nonostante cinque vittorie ritrovandosi, soprattutto nello “Showdown“, in un vero e proprio stato di grazia in termini prettamente sportivi. Superando (l’ennesimo) infortunio, gentile omaggio della comparsata da wild card in MotoGP a Brno, il californiano si è presentato nel finale di stagione vincendo tre delle prime quattro gare tra Donington (doppietta) e Silverstone (Gara 1).

Per soli 6 millesimi e due miseri punticini è sfumato il primo titolo importante nella carriera di John Hopkins, in precedenza già campione AMA Formula Xtreme nel 2001, ma adesso è tornato ad esser un pilota a tutti gli effetti e tra i piloti più desiderati tra MotoGP (LCR Honda o Rizla Suzuki) e World Superbike (insieme sempre al Crescent Racing?).

Ovviamente sono deluso per non aver conquistato il titolo, ma non sono poi troppo giù di corda“, spiega John Hopkins. “Per noi è stata una grande stagione, ho lottato per il titolo, vinto delle gare e sono tornato ad esser protagonista nel motociclismo. Per me questo era un anno decisivo: o tornavo ad esser un pilota vincente, o per me era davvero finita. Non smetterò mai di ringraziare tutti i ragazzi di Crescent Racing, perchè senza di loro difficile sarei riuscito a rilanciare la mia carriera“.

Insomma, non ha vinto al titolo, ma ha già superato questa delusione: adesso, grazie a questa stagione straordinaria, è definitivamente tornato nel motociclismo che conta. Peccato soltanto di non rivederlo più nel British Superbike per il “rematch” con Tommy Hill…

BSB: Hill Vs Hopkins, i commenti dei team manager

12 ottobre 2011 

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Il duello tra Tommy Hill e John Hopkins, con quel fantastico, emozionante, irripetibile ultimo giro di Gara 3 a Brands Hatch, ha coinvolto migliaia di appassionati portando i team manager dei due team (Swan Yamaha e Crescent Racing) vicini… all’infarto! Comprensibile l’emozione di Shaun Muir, titolare di SMR Performance oggi Swan Yamaha (ex-Hydrex/Swan Honda), arrivato finalmente alla conquista del primo titolo britannico Superbike.

Ci eravamo posti come obiettivo ad inizio anno di vincere il campionato. Eravamo consapevoli del nostro potenziale, ma abbiamo dovuto sudare questa vittoria davvero fino all’ultimo metro. Tommy ha incontrato qualche problema in Gara 1, ma nelle due successive manche è stato perfetto: non ha commesso errori, ha adottato una strategia perfetta per portare a casa il risultato. Personalmente sono davvero emozionato, è il nostro primo titolo e sono grato a tutti gli sponsor e le persone che hanno contribuito a conseguire questo traguardo“.

Ha visto sfumare il sogno di conquistare il terzo titolo da team manager (in precedenza ci era riuscito con i colori Rizla Suzuki e John Reynolds in sella nel biennio 2003-2004) Jack Valentine, ma da grande sportivo qual è “Big Jack” ha accettato questo risultato nonostante, in un modo o nell’altro, nell’ultimo biennio ha perso due titoli che sembravano già vinti sempre per “colpa” di Tommy Hill…

Sono in questo mondo da non so quanti anni, ma davvero è la prima volta che resto quasi senza parole. Sono ovviamente deluso per il mancato risultato, è impossibile raccontare tutte le emozioni vissute in Gara 3, ma allo stesso tempo sono orgoglioso per quello che hanno fatto John e tutti i ragazzi della squadra. Come sempre quando si arriva vicino all’obiettivo e sfuma davvero all’ultimo ripensi a cosa non è andato nel migliore dei modi: cosa sarebbe successo senza quel problema a John in Gara 2? E in Gara 3 senza l’uscita di scena di Kirkham?

Peccato davvero, ma con i se e con i ma non si fanno le corse: accettiamo questo risultato e siamo davvero soddisfatti per come abbiamo lavorato e reagito in questa stagione. Per me resta un anno indimenticabile, lavorare con un pilota come John è qualcosa di fantastico: è sempre positivo, davvero un uomo-squadra che è arrivato ad un passo da una vera e propria impresa“.

Infine è interessante leggere le dichiarazioni di Paul Denning, titolare di Crescent nonchè team manager Rizla Suzuki in MotoGP, che si è tolto qualche sassolino dalla scarpa…

Perdere il titolo per 6 millesimi dopo 26 gare ed un’incredibile battaglia è davvero difficile da accettare: per noi, come per John, ma tutti in squadra possono camminare a testa alta, siamo stati protagonisti del campionato più competitivo di sempre. Al termine della scorsa stagione Suzuki GB ci aveva comunicato il mancato apporto per il 2011: subito avevamo preso la decisione di abbandonare il campionato, ma parlando con Hopkins abbiamo preso la decisione di proseguire con un progetto ambizioso, cercando di vincere una sfida che sembrava impossibile sulla carta.

Senza dubbio quella di Brands Hatch è stata una delle gare più belle della storia del motociclismo che io ricordi. John ha dato il massimo, tutti lo hanno fatto, Hopkins è stato davvero grande in questa stagione: ha superato tutti i problemi fisici degli ultimi anni e si è dimostrato, ancora una volta, un pilota fantastico. Noi come squadra siamo stati felici di poter lavorare con lui e di contare sull’apporto del Reparto Corse Suzuki nonostante le decisione di Suzuki GB: nel 2012 ci saremo e siamo pronti a dar battaglia, come sempre“.